Libreria «l'Antro di Ulisse»

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Articoli sull'Arte della Stampa, i Libri e la Bibliofilia

Piccolo Dizionario del Libro (Nemo #2 - Novembre 2008)

 

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Pubblicazione senza pretese riservata
ai Benevoli Frequentatori
della Libreria «l'Antro di Ulisse» (Ferrara)

PICCOLO
DIZIONARIO
DEL LIBRO

a cura del Prof. Riccardo Merlante

Imprimatur (Nemo #1 - Ottobre 2008)

 

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IMPRIMATUR

a cura del Prof. Riccardo Merlante

 

Numero #1 - Ottobre 2008


 

Hypochrite lecteur,

mon semblable,

mon frère !

 


 

Capolavori prima della Stampa - Il Libro di Kells

Il Libro di Kells (Book of Kells, MS 58), o Grande Evangeliario di San Colombano (monaco irlandese del VI sec., patrono d’Irlanda insieme a San Patrizio e a Santa Brigida, gli evangelizzatori dell’isola), è un manoscritto miniato composto da monaci irlandesi intorno all'800 (sul luogo non si hanno indicazioni precise) e conservato presso l’Abbazia di Kells dal sec. XII fino al 1654, quando venne trasferito a Dublino. Per l'eccellenza tecnica e per la sua bellezza è considerato forse il libro più prezioso del mondo.

Contiene la versione latina dei Vangeli, accompagnata da note e corredata da splendide miniature. È in mostra permanente alla biblioteca del Trinity College di Dublino.


 

Capolavori prima della Stampa - La Bibbia di Borso d'Este

Eseguita per il duca di Ferrara Borso d'Este tra il 1455 e il 1461, costituisce un capolavoro della miniatura italiana del Rinascimento. Vi posero mano i maggiori miniaturisti dell'epoca, tra cui Taddeo Crivelli e Franco dei Russi, che calarono le vicende bibliche nel clima raffinato ed elegante della corte estense. Anche l'ornato è ricchissimo, con una straordinaria varietà di fregi dai colori smaglianti e oro, in cui sono inseriti temi mitologici e animalistici, sculture dipinte, imprese ed emblemi degli Estensi.

 


 

Capolavori prima della Stampa - I Libri d'Ore dei Fratelli Limbourg

Il Duca di BerryAl servizio di Jean de Valois, duca di Berry, i fratelli Pol, Jean Hennequin ed Hermann Limbourg [Nimega 1390 ca – Parigi (?) 1416] sono celebri per la realizzazione di preziosi codici miniati, soprattutto libri d’ore (raccolta delle ore liturgiche per i diversi periodi dell'anno), tra cui spiccano Les Belles Heures e soprattutto Les très riches heures du Duc de Berry (Chantilly, Musée Condé), completato entro il 1416 e considerato il capolavoro del gotico internazionale francese.


 

Il Primo Secolo della Stampa - Johann Gutenberg [Magonza ca. 1394-1399 - 1468]

Nemo1_22 Tipografo tedesco, inventore della stampa a caratteri mobili. A Magonza, nel 1455, insieme all'incisore Peter Schöffer e con il contributo finanziario dell’avvocato Johann Fust, stampò la cosiddetta Bibbia a 42 linee (in quanto ogni pagina è formata da due colonne di 42 righe ciascuna), basata sulla Vulgata di San Girolamo, che suscitò una immediata ed entusiastica reazione per la qualità tipografica e segnò la nascita della stampa in Europa.

La prima copia del libro venne scoperta nella biblioteca del cardinale francese Giulio Mazzarino (da cui il nome di ‘mazarina’ dato all’esemplare).

  Oggi ne esistono quarantotto copie, la migliore delle quali è considerata quella acquistata nel 1930  dalla Library of Congress di Washing ton. Altre due copie di analoga qualità sono conservate alla Bibliothèque Nationale  di Parigi e alla British Library di Londra.

Pensata ancora secondo i criteri del manoscritto, non presenta numeri di pagina, frontespizio e le altre caratteristiche che in seguito diverranno tipiche delle edizioni a stampa.

 

 

 


 

Arnold Pannartz [Praga (?) - Roma ca. 1479]

Tipografo ceco che introdusse in Italia l'arte della stampa. Nel 1464, su invito di Nicolò Cusano, Pannartz, insieme a Konrad Sweynheim (entrambi chierici delle diocesi di Magonza e di Colonia), lasciò la Germania con l’intento di raggiungere Roma e impiantarvi una tipografia. I due fecero prima sosta nel monastero benedettino di Subiaco, e qui installarono la prima tipografia italiana, che entro il 1467 diede alle stampe un Donato minore, ora perduto, il De oratore di Cicerone, le opere di Lattanzio e la Città di Dio di Agostino.



 

Aldo Manuzio [Sermoneta o Bassiano 1449 - Venezia 1515]

Aldo ManuzioUno dei più grandi tipografi del suo tempo e il primo editore in senso moderno. Nel 1494 aprì la tipografia nella contrada di Sant'Agostin. I primi volumi uscirono nel 1494: Ero e Leandro di Museo, la Galeomyomachia e i Salmi. Tra il 1495 ed il 1498 pubblicò le prime edizioni complete delle opere di Aristotele, Aristofane, Tucidide, Sofocle, Erodoto, Senofonte, Euripide, Demostene e infine Platone. Dal 1501 Aldo si concentrò sui classici latini e italiani, che pubblicò per la prima volta in formato in ottavo e in carattere corsivo, disegnato appositamente dall'incisore Francesco Griffo da Bologna. Presto in Europa i suoi volumi furono conosciuti come ‘Aldine’.

Nel 1499 pubblicò la Hypnerotomachia Poliphili (Il combattimento d’amore, in sogno, di Polifilo) attribuibile (sulla base di un acrostico contenuto nel testo, formato dalle iniziali dei 38 capitoli) a Francesco Colonna, corredato di splendide xilografie e considerato il libro a stampa più bello del Rinascimento.

Nel 1502 pubblicò la Divina Commedia, in corsivo e senza alcun commento, edizione che costituì la base per tutte le ristampe dei tre secoli successivi, curata da uno dei principali consulenti di Aldo, Pietro Bembo (1470-1547). La II edizione della Commedia, illustrata, uscì a Venezia nel 1515. Aldo diede notevoliI contributi alla moderna cultura tipografica: la sistemazione della punteggiatura; l’introduzione del formato ottavo, di piccole dimensioni (prototipo dei ‘tascabili’), e del carattere corsivo (italico o aldino); la pubblicazione del catalogo delle proprie edizioni, in cui sono riportate notizie sugli argomenti trattati nei libri, i titoli dei capitoli e alcuni giudizi sull'opera.

Nel 1498, nella dedica alle opere di Poliziano, apparve per la prima volta il suo motto festina lente (‘affrettati lentamente’), simboleggiato dall’unione di un’ancora (= solidità) con un delfino (= velocità).

 Stemma di Aldo Manuzio


 

William Caxton [Tenterden, Kent ca. 1421 - Londra 1491]

William CaxtonFu il primo a introdurre la stampa a caratteri mobili in Inghilterra. Nel 1474 pubblicò il primo incunabolo (così si chiamano i primi esemplari di libri a stampa, pubblicati prima del 1501) in lingua inglese, The Recuyell of the Historyes of Troye, sua traduzione delle Storie di Troia di Le Fèvre. Nel 1475, sotto la protezione di re Edoardo IV, aprì una tipografia a Westminster, attiva soprattutto nella pubblicazione di romanzi cavallereschi della tradizione francese, spesso tradotti dallo stesso Caxton.

 

 

 


 

Christophe Plantin [Saint-Avertin, Tours ca. 1520 - Anversa 1589]

Christophe PlantinTrasferitosi ad Anversa, nelle Fiandre, nel 1550, vi aprì un laboratorio di legatoria e nel 1555 vi fondò l'Officina Plantiniana, che venne presto considerata la miglior stamperia d'Europa. In seguito a un’accusa di eresia, nel 1562 fuggì a Parigi.

Rientrato ad Anversa l’anno successivo, ricevette dalla corona spagnola i privilegi di stampa, e un finanziamento per la tiratura degli otto volumi della Bibbia poliglotta (1569-1573). Nel 1570, venne insignito del titolo di ‘architipografo reale’: la sua officina poteva contare su un catalogo di 1500 titoli. Alla sua morte, il genero Jan Moretus ereditò la tipografia, che rimase di proprietà della famiglia fino al 1866, quando venne ceduta, con tutto l’archivio e i macchinari, alla città di Anversa. Nel 1876 venne trasformata nel Museo Plantin-Moretus.

Il marchio della sua stamperia (una mano con un compasso) era accompagnato dal motto Constantia et labore.


 

Elsevier (o Elzevier o Elzevir)

Stemma degli ElsevierFamiglia di stampatori, editori e librai olandesi del XVI e XVII secolo. L’attività fu avviata dal capostipite Lodewijk nel 1580 e raggiunse il massimo splendore con i suoi figli Mathias, Abraham e Isaac. Le loro pubblicazioni, in particolare una collana di autori classici in formato ridotto, ebbero grande successo per la cura e l’eleganza formale. Il carattere adottato, disegnato da Christoffel Van Dyck nel 1650, prese da loro il nome di elzeviro. Agli inizi del Settecento il loro catalogo vantava più di duemila titoli.

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Altri editori del XV e XVI sec.

Antoine Caillaut, Simon Vostre, Jehan Du Pré, Galliot du Pré

Jehan Trepperel, Pierre Gromort, Guy Marchand

Jacques Nyverd, Johannes Froben, Alain Lotrian

Philippe Le Noir, Simon de Colines, Giovanni Battista Pederzano

Robert Granjon, Denis Janot, Sébastien Gryphe

Les Angeliers, Regnault Chaudière, Gilles Corrozet

Michel Vascosan, Pierre Vidoue, Prigent Calvarin

Gillet Couteau, Denys Mellier, Geoffroy Tory

Gabriel Giolito de Ferrari, Joan Jofre, Robert Estienne


 

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