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Articoli sull'Arte Moderna (dal Medioevo alla fine del XIX sec.)

Il grande visionario

William Blake nasce il 28 novembre del 1757 a Soho, Londra, dove trascorre la maggior parte della sua vita. È il terzo di sette  fratelli, il padre vende maglieria, mentre la sua casa, in un angolo tra Broad Street e Marshall Street, si trova in un terreno di un ex antico cimitero.

Fin da piccolo Blake non sopporta restrizioni e regole, tanto che non frequenta la scuola, ma viene educato in casa, soprattutto dalla madre, Catherine Wright Armitage. I genitori non frequentavano la Chiesa Anglicana e probabilmente appartenevano alla Chiesa Morava, comunque la Bibbia entrerà presto nella vita di Blake ed avrà su di lui una profonda influenza, restando fonte di ispirazione per tutta la sua vita.

Blake è incoraggiato fino dai primi anni, a raccogliere le stampe dei maestri italiani, e suo padre gli procura spesso incisioni e gesso. William inizia dunque ad accostarsi all'arte, realizzando delle incisioni che copia da disegni di antiche rovine. Grazie a questi disegni - che riproducono anche opere di Michelangelo, Raffaello, Maarten van Heemskerck e Albrecht Dürer - entra per la prima volta in contatto con i modelli classici.

La visitazione del Pontormo tra riforma e antecedenti pittorici

La se il punto più alto di quella che A. Chastel (Storia dell'arte italiana, Laterza, Bari, 1983, p. 397), definisce il primo periodo della Maniera; quello dell'orientamento anticlassico. A Firenze, artisti come il Rosso Fiorentino e lo stesso Pontormo, forzarono i modelli dei loro maestri, Leonardo, Michelangelo e Raffaello, producendo opere suggestive e visionarie. Eppure questo dipinto non è solo un tentativo di reinterpretare modelli precedenti, anche se vedremo in seguito i suoi legami con un'opera antecedente, ad un'attenta analisi rivela ben altro.

Nel suo saggio sul Pontormo (Art Dossier n. 110, 1996), Philippe Costamagna evidenzia come la Visitazione, oggi visibile presso la pieve di San Michele a Carmignano, stia a simboleggiare non solo – come voleva la tradizione – la transizione dall'Antico al Nuovo Testamento, raffigurati rispettivamente da Elisabetta e Maria, ma rappresenti anche un'allegoria dell'auspicato passaggio delle consegne tra la vecchia Chiesa romana e la nuova Chiesa cattolica.

Gli amanti senza volto: un’indagine su René Magritte

Les amants o Gli amanti I & II di René Magritte, sono due oli su tela dipinti a Parigi e datati 1928. Due versioni aventi pressoché le stesse dimensioni; oggi quella che indicheremo come prima (54,0x73,0 centimetri) è esposta all'Australian National Gallery, mentre la seconda (54,0x73,4 centimetri) al MoMA di New York, dono di Richard S. Zeisler.

In entrambe le opere il bianco del lenzuolo, tono che dà luce per eccellenza, introduce lo sguardo dello spettatore alla scena: il drappo avvolge i volti allo stesso modo in cui ci si copre poco prima di prendere sonno; un chiaro riferimento onirico rafforzato nella seconda versione dal contrasto di tonalità di blu tanto distanti sul fondo, "metafisico", e dalla cornice classicheggiante che riveste la rossa parete, riportando agli occhi tempi antichi. Anche i chiaroscuri con cui l'artista ha reso il lenzuolo, paiono i virtuosismi del peplo di una scultura ellenistica, sintesi della durezza del marmo.

Brevi note sulla Presentazione di Gesù al tempio: Giovanni Bellini e Andrea Mantegna

Se prendiamo in esame la Presentazione di Gesù al Tempio di Giovanni Bellini (Venezia, 1433 circa – 1516) che si trova a Venezia, presso il Museo della Fondazione Querini Stampalia, possiamo notare come l’opera abbia un suo analogo, pressoché identico, nella Presentazione di Andrea Mantegna (Isola di Carturo, 1431 – Mantova, 1506) conservata a Berlino presso lo Staatliche Museen.

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