Libreria «l'Antro di Ulisse»

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Articoli di Filosofie alternative, Controinformazione e Libero Pensiero

Verso la Terra cava

Da millenni le tradizioni orientali ed occidentali parlano d'un regno popolato da esseri realizzati, situato approssimativamente nell'Himalaya o nel deserto del Gobi; ben poco è stato scritto fini qui su questo luogo, che si dice abbia generato tutti i grandi movimenti spirituali e tutte le grandi mutazioni del pianeta. È per mezzo della proiezione della coscienza (o viaggio astrale) che Anne e Daniel Meurois-Givaudan, sono stati chiamati a penetrare in questo "castello del Graal" dell'umanità, chiamato da alcuni Shambhalla e da altri Regno del Prete Giovanni: Questo è il quinto capitolo del loro libro: Viaggio a Shambhalla, che riguarda la Terra Cava.

Incontro con un uomo straordinario: Georges Ivanovič Gurdjieff

Nell'agosto del 1944, un vecchio signore dall'aspetto vagamente orientale uscì dal suo appartamento al numero 6 di Rue des Colonels-Renard ed attraversò le vie concitate di una Parigi in cui gli occupanti tedeschi si preparavano a fare i bagagli. Era diretto alla camera d'ospedale dove un giovane di poco più di trent'anni stava morendo per le conseguenze dell'infezione ad una ferita procuratagli da un bombardamento americano.

Il giovane si chiamava Luc Dietrich, aveva scritto due romanzi1 ed era indubbiamente un allievo molto dotato; il vecchio signore si chiamava Georges Ivanovič Gurdjieff e sotto molti aspetti lo si sarebbe potuto dire un maestro.

Maestro e allievo si guardarono senza parlare: non c'era molto da dire. Poi il maestro depose nelle mani tremanti dell'agonizzante il dono che aveva portato con sé: un'arancia.

Messaggi subliminali

«Ascoltami bene, signora. Siamo nei guai, tutto il mondo è nei guai,
ci stanno circondando e noi non ce ne accorgiamo,
riesci a vederli soltanto con questi occhiali.
Ti giuro che con questa roba ci stanno controllando,
non so cosa siano o da dove vengano ma dobbiamo fermarli!»

- John Nada, nel film Essi Vivono, di John Carpenter -

 

Definizione data dal Dizionario Online HOEPLI:
subliminale
[sub-li-mi-nà-le]
agg. (pl. -li)
1 MED Di stimolo che non raggiunge l'intensità sufficiente per manifestarsi

Definizione data dal Wikizionario:
subliminale
(pl: subliminali)
1 nascosto, invisibile

La risposta di Tiziano

In memoria del grande giornalista, pensatore e filosofo Tiziano Terzani, e quantomai attuale in quanto ad argomento del testo, voglio di seguito riportare il testo integrale della risposta che egli dette ad Oriana Fallaci, per iscritto sul Corriere della Sera del 8/10/2001), in tema di "problema islamico".

In un paese come il nostro - che si configura oggi più che mai come porto di sbarco e porta per l'Europa nei confronti di tutte le popolazioni del bacino del Mediterraneo - è importante saper prendere una posizione motivata nei confronti della convivenza etnica. La lettera che citiamo qui sotto è il punto di vista di Terzani: piaccia o no, è un'importante esposizione accorata di uno dei più grandi pensatori italiani del secondo '900, diretta oltretutto ad un'altra personalità del giornalismo, autrice e donna d'azione controversa e molto dibattuta.

Lascio al lettore il piacere di trattenere ciò che vuole (e quanta parte vuole) del pensiero di Tiziano, a prescindere dalla propria posizione personale nei confronti dei problemi razziali e di compatibilità sociale, culturale ed etnica.

Buona Lettura!

'V' for Vendetta - il Monologo

«Buona sera, Londra. Prima di tutto vi chiedo di scusarmi per questa interruzione.
Come molti di voi io apprezzo il benessere della routine quotidiana, la sicurezza di ciò che è familiare, la tranquillità della ripetizione. Ne godo quanto chiunque altro. Ma nello spirito della commemorazione, affinché gli eventi importanti del passato - generalmente associati alla morte di qualcuno o al termine di una lotta atroce e cruenta - vengano celebrati con una bella festa, ho pensato che avremmo potuto dare risalto a questo
5 novembre, un giorno - ahimè - sprofondato nell'oblio, sottraendo un po' di tempo alla vita quotidiana, per sederci e fare due chiacchiere. 

Alcuni vorranno toglierci la sicura, sospetto che in questo momento stiano strillando ordini al telefono e che presto arriveranno gli uomini armati. Perché? Perché, mentre il manganello può sostituire il dialogo, le parole non perderanno mai il loro potere; perché esse sono il mezzo per giungere al significato e, per coloro che vorranno ascoltare, all'affermazione della verità.

E la verità è che c'è qualcosa di terribilmente marcio in questo paese.

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