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Brevi Storie delle principali Case Editrici italiane

Einaudi

Logo EinaudiL'emblema dello struzzo che contraddistingue le edizioni Einaudi è stato ereditato dalla rivista La Cultura di cui Giulio Einaudi fu l'ultimo editore, prima che il regime fascista la sopprimesse nel 1935. Ma l'origine del logo risale a prima del 1574, anno in cui fu pubblicato nel volume Dialogo delle imprese militari et amorose di Monsignor Paolo Giovio.

Il libro è una raccolta di simboli e motivi allegorici (le "imprese"), che Giovio stesso ideava su commissione per i Signori e i Capitani che li facevano ricamare sulle bandiere e sulle livree delle proprie Compagnie. L'immagine dello struzzo è stata ideata da Giovio per "l'impresa" di Girolamo Mattei Romano «capitan de' cavalli della guardia di Papa Clemente, huomo risoluto e d'alto pensiero, e d'animo deliberato». Mattei, che aveva aspettato con pazienza e perseveranza il momento per vendicare l'uccisione del fratello, aveva chiesto a Monsignor Giovio di ideargli un emblema «significante ch'un valoroso cuore hà forza di smaltire ogni grave ingiuria», è questo il senso originario del motto Spiritus durissima coquit che accompagna l'immagine dello struzzo.

 

La casa editrice Einaudi viene fondata nel 1933 da un gruppo di amici, allievi del liceo classico D'Azeglio. Seppure in anni e in classi diverse, questi giovani avevano avuto tutti come professore Augusto Monti, che li aveva educati ai valori della cultura, della libertà e dell'impegno civile.

Intorno al più giovane di loro, Giulio Einaudi (1912), si erano così raccolti Leone Ginzburg (1909), Massimo Mila (1910), Norberto Bobbio (1909), Cesare Pavese (1908), affiancati successivamente da altre figure come Natalia Ginzburg (moglie di Leone) e Giaime Pintor. La collegialità, il gusto della discussione, il piacere di condividere tempi e luoghi oltre i momenti lavorativi «ufficiali» sono una caratteristica che ha attraversato tutta la storia dell'Einaudi, e si è trasmessa da una generazione all'altra dei suoi editor e consulenti proprio a partire da queste origini giovanili e addirittura scolastiche.

Se nel gruppo dei fondatori Giulio Einaudi era l'anima imprenditoriale, si può dire che Leone Ginzburg fu, di fatto, il primo direttore editoriale della casa editrice. Vicino all'eredità gobettiana e al liberalismo radicale, Ginzburg intendeva tutte le sue attività (lo studioso, l'editore, il traduttore, il militante politico) come una missione. In questo senso l'Einaudi è nata come una casa editrice basata su un intreccio politico-culturale inscindibile, soprattutto votata alla saggistica (le prime collane, tuttora esistenti, sono la «Biblioteca di cultura storica» e i «Saggi»).

Dopo essere stato scoperto a stampare clandestinamente il giornale di Giustizia e libertà, Ginzburg viene torturato e ucciso dai nazisti a Roma nel 1944. L'Einaudi continua la sua attività e si fa in tre: alla redazione romana c'è Pavese, in quella milanese Vittorini, alla sede di Torino prima Mila, poi torna Pavese. Vittorini incarna la continuità dell'intreccio politico-culturale einaudiano e l'ideazione della rivista Il Politecnico è una delle imprese più rilevanti, in questo senso, dell'immediato dopoguerra. Fondamentale, inoltre, sarà in quegli anni la pubblicazione delle opere di Gramsci.

In questo senso l'Einaudi è nata come una casa editrice basata su un intreccio politico-culturale inscindibile, soprattutto votata alla saggistica.

 

Dopo la Guerra, Cesare Pavese spinge la casa editrice a diversificare la sua produzione saggistica (aprendosi all'antropologia e alla psicanalisi) e comincia a essere un punto di riferimento anche per la narrativa italiana e straniera e per i classici, con le collane dei Coralli, dei Supercoralli e dei Millenni. Successivamente, il rinnovamento delle pubblicazioni di narrativa italiana prosegue con nuovi autori come Fenoglio, Lucentini, Ottieri, Lalla Romano, Rigoni Stern, Anna Maria Ortese, Sciascia e molti altri.

Gli anni Settanta sono il momento in cui l'Einaudi fa il massimo sforzo per ampliare il proprio pubblico e l'esempio più eclatante è l'impresa della Storia d'Italia in sei grossi tomi (1972-1976), diretta da Ruggiero Romano e Corrado Vivanti, che vende più di 100 mila copie. Nascono Gli struzzi, che sono una sorta di collana semi-economica dove passa tutto il meglio di quanto l'Einaudi ha già pubblicato in altre collane, e nasce anche l'Enciclopedia in 15 volumi (1977-1982), diretta da Ruggiero Romano, che si avvale dell'apporto dei più importanti studiosi di tutto il mondo e supererà le 35 mila copie vendute.

Tra gli anni settanta e ottanta, visse un periodo di crisi durante la creazione del progetto Einaudi-Gallimard, con cui tentava di proporre sul mercato italiano le celebri edizioni della Bibliothèque de la Pléiade dell'editore francese Gallimard.

Nel 1996 nasce Stile libero, collana di tendenza, rivolta principalmente a un pubblico giovanile ma non solo, che ha da subito presentato le novità più interessanti della letteratura e della cultura underground e pop. Nel corso degli anni Duemila, sempre attento alla ricerca e agli esordi letterari, Stile libero diventa un vero e proprio sistema editoriale, articolato in collane che spaziano dalla narrativa ai DVD, dalla varia al noir, dal graphic novel alla saggistica. Tra i principali successi Niccolò Ammaniti, Michel Faber, Wu Ming, Edward Bunker, Giancarlo De Cataldo.

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