Libreria «l'Antro di Ulisse»

... a Ferrara dal 1979!

Brevi Storie delle principali Case Editrici italiane

EditoriaAbbiamo sintetizzato in questa Categoria le storie delle principali Case Editrici italiane: grandi nomi che da sempre siamo abituati a leggere sulle copertine dei libri, ma delle quali assai spesso ignoriamo il passato storico, i motivi che ne hanno determinato la nascita e gli eventi che le hanno coinvolte.

Oltre che dalle nostre conoscenze personali e dalle informazioni reperite su fonte cartacea, abbiamo estratto le nozioni sulle singole storie dai siti ufficiali dei rispettivi editori, che ringraziamo per il contenuto condiviso sul web, nonché dall'enciclopedia online WikiPedia.org, che citiamo secondo la prassi della Licenza Creative Commons ed ai cui autori siamo riconoscenti per il lavoro di ricerca effettuato a favore del pubblico.

Edizioni di Ar

Logo Edizioni di Ar

Edizioni di Ar è una casa editrice italiana fondata il 9 Dicembre 1963 a Padova da Franco Freda e dal Gruppo di Ar, tutt'ora attiva.

Nel dibattito politico che caratterizzò la seconda metà degli anni sessanta e gli anni settanta in Italia, Franco Freda ed il Gruppo di Ar aprirono la prima sede di Padova in Via del Patriarcato, nei pressi di Piazza Capitaniato, a complemento della posizione di militanza che assunsero in seno alla destra radicale partendo dalle posizioni del filosofo Julius Evola.

La prima opera che le Edizioni di Ar diedero alle stampe fu il Saggio sull'Ineguaglianza delle Razze Umane di Joseph Arthur de Gobineau. Le pubblicazioni oggi spaziano da autori classici come Porfirio, Sallustio, Giuliano Augusto, fino ad autori dell'epoca del Fascismo, della Rivoluzione conservatrice, e ad esponenti del revisionismo storico. E proprio ad Evola sono dedicati un buon numero di testi.

Il catalogo raccoglie centinaia di titoli e si ramifica ora in venti collane: in esse si ritrovano i classici del pensiero antiumanistico e antidemocratico, da de Gobineau, a Nietzsche, a Spengler, a Evola.

Verso la fine degli anni ‘70, durante la lunga inclaustrazione, Freda tornisce la collana per lui capitale, Paganitas, che comprende le voci più significative della non-cristianità, da Celso (la prima traduzione in Italia del Discorso di Verità appare, nel 1978 appunto, a cura sua), a Giuliano Imperatore, a Porfirio, a Pitagora, fino ai contemporanei.

Dal 1971, il processo (politico e quindi giudiziario) per la strage di Piazza Fontana vede l'Editore tra i principali imputati, fino al 1987, quando la Corte di Cassazione stabilisce la sua non-responsabilità per la strage, confermando le due sentenze assolutorie di appello di Catanzaro e Bari. Nel 1982, viene condannato definitivamente a quindici anni di carcere per associazione sovversiva.

Attento studioso dell'etnicità, Freda definisce, nelle proprie opere più recenti, i principii di un razzismo "morfologico". Nel 1989, fonda il movimento politico-culturale Fronte Nazionale - il cui atto costitutivo ufficiale reca la data del 1990 - e pubblica L'Antibancor (rivista periodica di studi economici e finanziari) e numerosi volumi dedicati alla questione razziale connessa con i problemi migratorii.

Attualmente le tematiche trattate dalla casa editrice varia dal libretto per fanciulli sul come astenersi igienicamente dal Dio-unico, alla calligrafia erotica, ai testi filosofici, politici, genealogici, a volumi sull’arte e l’estetica, a vigorosi pamphlet d’assalto. Il principale centro di distribuzione delle Edizioni di Ar si trova a Avellino.

Edizioni E/O

Logo Edizioni E/O

Fondata alla fine degli anni ’70 da Sandro Ferri e Sandra Ozzola, la casa editrice Edizioni E/O ha sin dal principio manifestato la volontà di creare ponti e aperture nelle frontiere letterarie per stimolare il dialogo tra le diverse culture.

È così che ha iniziato a portare in Italia le letterature dell’Europa dell’Est, quando vigevano nei loro confronti ostracismo o strumentalizzazioni politiche. Sono di questi primi anni gli incontri con alcuni grandi autori dell’Est che hanno accompagnato a lungo – e in alcuni casi continuano ad accompagnare – la storia delle Edizioni E/O: Milan Kundera che ha diretto la Collana praghese, Bohumil Hrabal, Christa Wolf, Kazimierz Brandys, Christoph Hein.

Poco più tardi, nell’intento di allargare i suoi orizzonti, si è dedicata all’esplorazione, in termini letterari, dell’America, ma anche in questo caso la ricerca si è diretta fuori dai sentieri battuti e ciò ha permesso alla casa editrice di far conoscere in Italia, tra gli altri, Thomas Pynchon e Alice Munro.

L’attenzione agli spazi considerati marginali da gran parte dell’editoria di casa nostra ha portato le Edizioni E/O a scoprire opere e autori di grande interesse e originalità, approdando ai paesi del Sud del mondo, come i Caraibi del cubano Pedro Juan Gutiérrez o l’Africa di Chinua Achebe e Abasse Ndione, così letterariamente sconosciuti ai più ma così vivi nelle loro espressioni artistico-culturali.

L’area mediterranea, d’altra parte, non è stata meno stimolante dal punto di vista creativo: lanciando in Italia il genere del “noir mediterraneo” molto prima che divenisse una moda, le Edizioni E/O hanno pubblicato autori del calibro di Jean Claude Izzo o Massimo Carlotto. Inoltre prestando un’attenzione sempre costante alla letteratura femminile è stato possibile portare al successo autrici di grande valore come Elena Ferrante, Lia Levi e Alice Sebold.

Dai primi anni Novanta, inoltre, la casa editrice allarga il proprio pubblico avviando una fortunata collana di tascabili nella quale vengono riproposti i titoli di maggiore successo.

Singolare è la conformazione stessa della casa editrice, che vede impegnate persone provenienti dai paesi più disparati, da diverse città italiane, europee e anche extra-europee (un’olandese e mezza, un australiano, un paio di piemontesi, un umbro-americano, un paio di pugliesi, una calabrese, una toscana, una bergamasca, un salernitano, una laziale e solo un paio di romani quasi veraci).

Oggi la E/O è considerata una delle più prestigiose case editrici indipendenti sul territorio italiano e da circa cinque anni si trova in una ormai consolidata fase di crescita che la ha portata, nel 2005, a dar vita alla nuova Europa Editions (con sede a New York).

La stessa passione per lo scambio culturale e per il dialogo che caratterizza le edizioni e/o ha spinto alla creazione di un nuovo ponte tra le culture europee, quelle del sud del mondo e quella nordamericana. Gli Stati Uniti sono un paese dove si traduce poco ed Europa Editions vuole intervenire proprio su questa carenza, offrendo così al pubblico statunitense la possibilità di accedere alla letteratura italiana ed europea, così come agli autori italiani ed europei di farsi conoscere dal pubblico statunitense.

Einaudi

Logo EinaudiL'emblema dello struzzo che contraddistingue le edizioni Einaudi è stato ereditato dalla rivista La Cultura di cui Giulio Einaudi fu l'ultimo editore, prima che il regime fascista la sopprimesse nel 1935. Ma l'origine del logo risale a prima del 1574, anno in cui fu pubblicato nel volume Dialogo delle imprese militari et amorose di Monsignor Paolo Giovio.

Il libro è una raccolta di simboli e motivi allegorici (le "imprese"), che Giovio stesso ideava su commissione per i Signori e i Capitani che li facevano ricamare sulle bandiere e sulle livree delle proprie Compagnie. L'immagine dello struzzo è stata ideata da Giovio per "l'impresa" di Girolamo Mattei Romano «capitan de' cavalli della guardia di Papa Clemente, huomo risoluto e d'alto pensiero, e d'animo deliberato». Mattei, che aveva aspettato con pazienza e perseveranza il momento per vendicare l'uccisione del fratello, aveva chiesto a Monsignor Giovio di ideargli un emblema «significante ch'un valoroso cuore hà forza di smaltire ogni grave ingiuria», è questo il senso originario del motto Spiritus durissima coquit che accompagna l'immagine dello struzzo.

 

La casa editrice Einaudi viene fondata nel 1933 da un gruppo di amici, allievi del liceo classico D'Azeglio. Seppure in anni e in classi diverse, questi giovani avevano avuto tutti come professore Augusto Monti, che li aveva educati ai valori della cultura, della libertà e dell'impegno civile.

Intorno al più giovane di loro, Giulio Einaudi (1912), si erano così raccolti Leone Ginzburg (1909), Massimo Mila (1910), Norberto Bobbio (1909), Cesare Pavese (1908), affiancati successivamente da altre figure come Natalia Ginzburg (moglie di Leone) e Giaime Pintor. La collegialità, il gusto della discussione, il piacere di condividere tempi e luoghi oltre i momenti lavorativi «ufficiali» sono una caratteristica che ha attraversato tutta la storia dell'Einaudi, e si è trasmessa da una generazione all'altra dei suoi editor e consulenti proprio a partire da queste origini giovanili e addirittura scolastiche.

Se nel gruppo dei fondatori Giulio Einaudi era l'anima imprenditoriale, si può dire che Leone Ginzburg fu, di fatto, il primo direttore editoriale della casa editrice. Vicino all'eredità gobettiana e al liberalismo radicale, Ginzburg intendeva tutte le sue attività (lo studioso, l'editore, il traduttore, il militante politico) come una missione. In questo senso l'Einaudi è nata come una casa editrice basata su un intreccio politico-culturale inscindibile, soprattutto votata alla saggistica (le prime collane, tuttora esistenti, sono la «Biblioteca di cultura storica» e i «Saggi»).

Dopo essere stato scoperto a stampare clandestinamente il giornale di Giustizia e libertà, Ginzburg viene torturato e ucciso dai nazisti a Roma nel 1944. L'Einaudi continua la sua attività e si fa in tre: alla redazione romana c'è Pavese, in quella milanese Vittorini, alla sede di Torino prima Mila, poi torna Pavese. Vittorini incarna la continuità dell'intreccio politico-culturale einaudiano e l'ideazione della rivista Il Politecnico è una delle imprese più rilevanti, in questo senso, dell'immediato dopoguerra. Fondamentale, inoltre, sarà in quegli anni la pubblicazione delle opere di Gramsci.

In questo senso l'Einaudi è nata come una casa editrice basata su un intreccio politico-culturale inscindibile, soprattutto votata alla saggistica.

 

Dopo la Guerra, Cesare Pavese spinge la casa editrice a diversificare la sua produzione saggistica (aprendosi all'antropologia e alla psicanalisi) e comincia a essere un punto di riferimento anche per la narrativa italiana e straniera e per i classici, con le collane dei Coralli, dei Supercoralli e dei Millenni. Successivamente, il rinnovamento delle pubblicazioni di narrativa italiana prosegue con nuovi autori come Fenoglio, Lucentini, Ottieri, Lalla Romano, Rigoni Stern, Anna Maria Ortese, Sciascia e molti altri.

Gli anni Settanta sono il momento in cui l'Einaudi fa il massimo sforzo per ampliare il proprio pubblico e l'esempio più eclatante è l'impresa della Storia d'Italia in sei grossi tomi (1972-1976), diretta da Ruggiero Romano e Corrado Vivanti, che vende più di 100 mila copie. Nascono Gli struzzi, che sono una sorta di collana semi-economica dove passa tutto il meglio di quanto l'Einaudi ha già pubblicato in altre collane, e nasce anche l'Enciclopedia in 15 volumi (1977-1982), diretta da Ruggiero Romano, che si avvale dell'apporto dei più importanti studiosi di tutto il mondo e supererà le 35 mila copie vendute.

Tra gli anni settanta e ottanta, visse un periodo di crisi durante la creazione del progetto Einaudi-Gallimard, con cui tentava di proporre sul mercato italiano le celebri edizioni della Bibliothèque de la Pléiade dell'editore francese Gallimard.

Nel 1996 nasce Stile libero, collana di tendenza, rivolta principalmente a un pubblico giovanile ma non solo, che ha da subito presentato le novità più interessanti della letteratura e della cultura underground e pop. Nel corso degli anni Duemila, sempre attento alla ricerca e agli esordi letterari, Stile libero diventa un vero e proprio sistema editoriale, articolato in collane che spaziano dalla narrativa ai DVD, dalla varia al noir, dal graphic novel alla saggistica. Tra i principali successi Niccolò Ammaniti, Michel Faber, Wu Ming, Edward Bunker, Giancarlo De Cataldo.

Fanucci

Logo Fanucci

Fondata a Roma da Renato Fanucci nel 1971 e attualmente guidata da Sergio Fanucci, la casa editrice ha esordito nel campo della letteratura fantastica diventando ben presto un punto di riferimento per la narrativa di genere, fantascienza, horror e fantasy.

Nel corso degli anni ha pubblicato autori classici come H.P. Lovecraft, Isaac Asimov, Paul Anderson e Jack Vance, e nuovi maestri, tra cui Neil Gaiman, Andreas Eschbach, K.W. Jeter, Octavia Butler, Iain M. Banks e Doris Lessing, vincitrice del Premio Nobel per la Letteratura nel 2007.

Al centro di questo panorama letterario si è posto indubbiamente Philip K. Dick, il cui successo è dimostrato anche dalle numerose trasposizioni cinematografiche ispirate ai suoi romanzi, da Blade Runner a Minority Report e Paycheck fino a Next, uscito in Italia nel 2008. L’opera di Philip K. Dick appartiene in esclusiva alla casa editrice e all’autore è stata dedicata nel 2000 la Collezione Philip K. Dick, rinnovata da una nuova veste grafica nel 2007 per commemorare i 25 anni dalla morte dell’autore.

Il progetto editoriale Fanucci ha sempre cercato di eliminare pregiudizi e confini, dimostrando con alcune collane come il genere avesse ormai contaminato il mainstream creando veri e propri “ibridi letterari”, come Sergio Fanucci ama chiamarli. In questi anni il cinema e la stessa letteratura hanno saccheggiato, manipolato e sfruttato le grandi idee prodotte da una narrativa a volte mediocre ma sempre geniale e fulminante, vero e proprio laboratorio di scrittura e ricerca.

Nello stesso periodo la casa editrice ha portato avanti un progetto fatto di nuove proposte e di riscoperta o rilancio di autori classici, con l’obiettivo di soddisfare i lettori più attenti e di conquistarne di nuovi. Nel corso degli anni Fanucci Editore ha sviluppato e ampliato l'iniziale orientamento fino ad arrivare a un concetto di ‘letteratura dell'immaginario’, che muove dalla tradizione del fantastico e dei generi per giungere a un'idea di romanzo come fabbrica e laboratorio permanente di storie e di idee, in cui si sperimentano visioni, si prefigura il possibile, si scandaglia il passato, si legge il presente.

Per anni la letteratura di genere è stata confinata in collane ben distinte dalla letteratura mainstream e considerata, spesso a torto, come letteratura di "serie B". E nel processo di continuo ragionare sui libri e sugli autori da pubblicare, l’editore fa oggi un passo in avanti decisivo e sostanziale: racchiudere in un unico contenitore le collane di genere e mainstream già esistenti nel catalogo.

Per citare David Cronenberg, ”la letteratura non è divisibile in generi o mainstream, esistono solo romanzi belli o brutti e io la vivo come un grande oceano dove non resta che tuffarmici dentro.”

È nata così la Collezione Vintage, con l’intento di racchiudere le collane storiche Collezione Dark, Collezione Immaginario e la Atlantica (consultabili comunque sul sito internet nel catalogo storico), e che proporrà autori italiani e stranieri, con una preferenza per gli inglesi e gli americani.

Alla collana Vintage continuerà ad affiancarsi la Collezione Fantasy, dedicata al genere fantastico, con autori molto amati come Robin Hobb, David Gemmell, Terry Goodkind, Laura Iuorio, Naomi Novik e Robert Jordan e autori esordienti come Patrick Rothfuss; si consoliderà inoltre la serie rilegata Gli Aceri, che ospita alcuni romanzi di Ruth Rendell, Joe R. Lansdale e Robert Ludlum assieme all’altra novità del 2007: i romanzi d’amore con delitto, la collana RosaCrime, dedicata ad autrici come Nora Roberts, Suzanne Brockmann e Barbara Wood e le loro appassionanti storie.

La Fanucci Editore si dedica anche alla produzione per ragazzi con la pubblicazione delle serie francesi di Peggy Sue e di Sigrid. Realizzati da Serge Brussolo, questi romanzi hanno raggiunto le vette delle classifiche, emulando in Italia il successo già raggiunto in Francia. Nel 2007 la Collana Junior si è inoltre arricchita di best seller come La Settima Strega di Paola Zannoner, La Fantasia dei Maddigan di Margaret Mahy e Il Libro magico di China Miéville, e continuerà a crescere con autori italiani e stranieri.

Ma l’attenzione viene rivolta anche alla fascia di pubblico dell’età dell’adolescenza, i cosiddetti ‘teenager’. Da ottobre 2005 la casa editrice ha inaugurato la Collana Teens con la pubblicazione di vari romanzi. Teens si propone di offrire occasioni di lettura, divertimento e riflessione a un pubblico nascosto, spesso sottovalutato, ma artefice di alcuni tra i successi editoriali e cinematografici più eclatanti degli ultimi anni: il pubblico dei cosiddetti giovani adulti, young adults o teenager (14 – 18 anni), quei ragazzi che spesso si allontanano dai libri proprio perché non riconoscono in essi il proprio mondo e i propri specifici problemi.

La collana Teens propone sia romanzi di autore italiani, sia di autori stranieri e anche libri che riguardano argomenti di varia, come la musica o il sesso. È infine nata la Collana Kids per lettori più piccini, che ospita l’illustratore Gek Tessaro alle prese con filastrocche e storie che si affiancano a Il più grande fiore del mondo di José Saramago, già edito nel 2005.

Fazi

Nel 1994 Elido Fazi, ex corrispondente e manager dell’Economist poco più che quarantenne, dopo un decennio trascorso in Inghilterra corona una sua antica aspirazione, fondando una casa editrice a Roma.

Assieme ad Emanuele Trevi, giovane e talentuoso scrittore romano, e ad Arnaldo Colasanti, eclettico critico letterario, cominciano a incontrarsi in un appartamento nei pressi di Villa Borghese.

Dopo pochi mesi, nel febbraio 1995, Fazi Editore pubblica i primi due libri: l’Arte poetica di Orazio e La caduta di Iperione di John Keats, tradotta dallo stesso Fazi.

Nel corso del ’95, ai tre si aggiunge il giovanissimo Simone Caltabellota, poi direttore editoriale e fondatore dell’imprint Lain. Il martedì e il giovedì, nella sede di via Isonzo 25, si tengono incontri più simili a cenacoli letterari che a riunioni editoriali. Vi partecipano intellettuali e scrittori romani come Franco Cordelli, Sandro Veronesi, Pietro Tripodo, Gabriele Pedullà, Filippo La Porta, Raffaele Manica, Valentino Zeichen e molti altri.

La casa editrice comincia con quindici titoli l’anno e si fa presto notare per la pubblicazione di classici italiani e stranieri di poesia e narrativa, raccolti nella collana Le porte. La cura nella scelta e nella redazione convince anche gli agenti letterari più restii e i critici più severi: già nei primi anni, l’attenzione della stampa e la visibilità del marchio raggiungono proporzioni notevoli.

Il successo arriva ben presto con la pubblicazione dei romanzi inediti di John Fante: Un anno terribile e A Ovest di Roma diventano romanzi di culto e Fante viene finalmente riconosciuto come uno dei grandi del Novecento. La collana diverrà negli anni un punto di riferimento per i lettori alla ricerca di voci nuove e originali, soprattutto di lingua inglese.

Nel 1999 nascono Le vele, collana di autori italiani segnata dal successo dell’esordiente Rocco Fortunato con I reni di Mick Jagger, il primo titolo della Fazi ad essere venduto all’estero. Nel 2001 la casa editrice assume una posizione critica nei confronti della politica statunitense post-11 settembre e, a partire da La fine della libertà di Gore Vidal, inaugura una fortunata produzione di reportage e inchieste su temi di scottante attualità. Negli anni seguenti, nella saggistica indaga campi diversi come la critica letteraria, la filosofia, la storia contemporanea, l’arte, le religioni.

Il 2004 è un anno di ulteriore crescita e sviluppo di Fazi Editore con la creazione della label editoriale Lain e l’acquisizione di Arcana, storica casa editrice fondata negli anni Settanta e specializzata in editoria musicale. Ma fra anni Novanta e Duemila sono tanti i successi dell’“ex piccola” casa editrice di via Isonzo: dai saggi di Thomas Cahill a Eureka Street dell’irlandese Robert McLiam Wilson, da Osama Bin Laden di Falconi e Sette ai romanzi di Leroy e Lorenzo Licalzi, da Quello che rimane di Paula Fox al Libro nero degli Stati Uniti di William Blum, dal Trattato di ateologia di Michel Onfray a Twilight, il primo volume della tetralogia che Stephenie Meyer sta dedicando ai giovani adulti.

Ma intensa e riconoscibile, sia in narrativa sia in saggistica, è stata la proposta di titoli dalle minori potenzialità commerciali ma dall’altissima qualità letteraria, in un connubio che ha a sua volta contribuito a fare di Fazi il maggior editore librario nato in Italia almeno nell’ultimo quarto di secolo.

Il 2007 è un importante anno di svolta per Fazi Editore. Elido Fazi ne riacquista per intero il controllo e reincorpora Lain nella casa madre, cedendo invece Arcana. La casa editrice, che pubblica quest’anno circa novanta novità e vanta un catalogo di oltre settecento titoli, è presieduta da Elido Fazi, da lui diretta con la collaborazione di quasi venti collaboratori fissi fra editor assistant, redattori, grafici, addetti all’ufficio stampa, ai diritti, all’amministrazione e al sito. La Fazi, inoltre, si avvale dall’inizio dell’anno dell’opera di promozione della De Agostini e rafforza il rapporto con Messaggerie affidandole, oltre che come da anni la distribuzione, anche i servizi di magazzino.

Prosegue con nuova energia la storica collana delle Porte, che si è recentemente aperta a “classici contemporanei”. Le strade continua il lavoro sulla letteratura di lingua inglese ma al contempo esplora le voci emergenti di Francia, Germania, Spagna, Europa dell’Est, Scandinavia, America Latina, Giappone.

In Italia, Fazi Editore è da molti considerato il rappresentante di punta del dinamismo e dell’indipendenza dei piccoli e medi editori romani, attenti a scoprire nuove tendenze in anticipo sui tempi; all’estero, è noto grazie a un intenso lavoro di relazioni e di vendita di diritti. La casa editrice continua a portare avanti la convinzione che l’ha contraddistinta fin dagli esordi: che l’editoria libraria sia oggi uno dei pochi campi in cui è ancora possibile realizzare un’autentica libertà d’espressione e di ricerca.

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