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Alberto Basso, Storia della Musica [Voll. I-II], Ed. UTET, 2004

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Questa Storia della Musica si colloca quale utile e pratico strumento di lavoro per studiosi e studenti e come piacevole lettura e fonte di informazioni per i musicofili e i non esperti.

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Descrizione

Edizione UTET, Torino, 2004 Illustrazioni Fotografie a colori f.t.
N. Volumi 2 (su 5 complessivi) N. Pagine 1109
Dimensioni 21 x 30 x 9 cm. Peso 4,07 kg.
Descrizione

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a Storia della Musica curata da Alberto Basso, strutturata nella sua interezza in quattro volumi più uno di Cronologia Musicale, si pone, come lo stesso studioso tiene a sottolineare, lungo il tracciato segnato dall’imponente Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti, uscito fra il 1983 e il 1988. Interamente dedicata alla musica occidentale, questa sintesi di storia della musica si colloca quale utile e pratico strumento di lavoro per studiosi e studenti e come piacevole lettura e fonte di informazioni per i musicofili e i non esperti.

I primi tre volumi (storia della musica fino alla fine dell’Ottocento) sono approntati per intero da Basso, per non rischiare, egli sostiene, di incorrere, come può accadere a opere affidate a più autori, in “disfunzioni organiche” e in “un’esposizione dei fatti – ma anche delle opinioni – sconnessa e contraddittoria e tale da pregiudicare l’interpretazione e persino la lettura stessa del quadro generale”.

Il suo impegno “in prima persona” nello stendere quello che appare chiaramente come uno studio coerente e omogeneo è un atto di coraggio. Senza gettare via le periodizzazioni tradizionali, sfida l’idea di “vasta sintesi” attualmente tanto temuta in alcuni aggiornati ambienti musicologici.

Un lavoro che rispetto al quarto volume, scritto a più mani pur se sotto la sua direzione, si presenta “distinto e autonomo anche sotto il profilo formale”. Nel terzo volume, quindi, sono collocati l’intero apparato bibliografico e l’indice dei nomi.

Il primo volume, riguardante la storia della musica dall’Antichità al Barocco (Italia, Francia), è suddiviso in tre parti (Il Medioevo cristiano; Il Rinascimento; L’Età del Barocco) precedute da una Presentazione e dai Preliminari (Le ragioni della storia; Origini della musica: realtà o illusione?; La musica del popolo ebraico; La musica dei Greci; Etruschi e Latini).

L’autore usufruisce in parte e sapientemente, oltre che degli studi dei più accreditati musicologi, dei risultati delle ricerche che hanno portato alla stesura del DEUMM, senza riassumere, per ragioni di agilità di approccio da parte dei lettori, quanto riportato in un altro suo rilevante lavoro, il dizionario I Titoli e i Personaggi, a cui egli stesso rimanda. Correzioni e aggiornamenti rispetto ai lavori precedenti rendono quindi questa recente Storia della musica una sicura fonte di consultazione e uno strumento indispensabile in ogni biblioteca musicale.

Basso sottolinea nella Presentazione la diversità nell’impostazione dei suoi tre volumi rispetto alle tradizioni storiografiche, dato che in essi si trattano anche argomenti solitamente “trascurati dalle grandi storie della musica”. Qualche esempio può rendere l’idea della scrupolosità con cui quest’opera è stata stesa. Trattando del Medioevo cristiano l’autore distingue accuratamente tra i vari canti delle chiese orientali, dando anche spazio al canto copto e a quello etiopico; ripercorrendo le tappe del cammino del canto della Chiesa latina di Roma si superano i limiti medievali e si arriva all’età contemporanea con il Concilio Vaticano II, fornendo così un sintetico quadro complessivo dello sviluppo liturgico. Nella seconda parte del volume, destinata al Rinascimento, nel capitolo dedicato alla musica strumentale figurano paragrafi dedicati alle intavolature, agli strumenti a tastiera, alla letteratura cembalo-organistica, alle musiche per liuto; uno spazio rilevante è dato da Basso alla musica della Riforma riprendendo in parte quanto già riportato con dovizia di particolari nella voce Corale che egli stesso ha curato per Il Lessico del DEUMM.

Il volume offre inoltre al lettore tabelle riepilogative e chiarificatrici e un apparato iconografico ben curato e non banale. Un prospetto delle danze dalla tarda età medievale a tutto il Seicento con specificati origine, epoca, affinità, genere, ritmo e tempo è tra quei preziosi strumenti esplicativi che in alcune storie della musica vengono erroneamente evitati per timore di cadere nell’ovvio.

Nei Preliminari Basso sottolinea come la storia sia anche “ricerca, investigazione” nondimeno “misurazione degli eventi e dei fatti, per amore dell’ordine, della precisione e delle proporzioni”. Se l’opera d’arte (da non ritenere obbligatoriamente un capolavoro) è da intendere oltre che come prodotto “del genio individuale” anche come risultato della storia, per Basso occorre che essa sia “misurata” nella dimensione temporale e in quella spaziale. Si tratta quindi di un resoconto di fatti, di idee e di aspetti tecnici musicali che mette nella giusta luce e non esclude anche l’approfondimento di problemi spinosi oggetto da sempre di controversie musicologiche.

Nel paragrafo dedicato all’inestricabile problema delle origini della musica lo studioso spiega i motivi per i quali ha preferito non dedicare spazio all’etnomusicologia con il fatto che i “settori della ricerca etnomusicologica intrattengono rapporti assai fragili con la storia della musica della civiltà detta “occidentale”: la precedono, l’affiancano, la sfiorano ma non l’attraversano, non ne violano i confini, non ne penetrano i territori”. Basso si prefigge dunque un duplice intento: evitare che la materia rischi di sfuggirgli dalle mani “tanto essa è vasta” e sottrarsi all’obbligo di “condensare questo immenso materiale in poche proposizioni, stendendo un ridicolo reticolato di formulette incomprensibili e ignorando totalmente il contesto culturale (e ogni altro aspetto delle singole civiltà) in cui ciascun sistema musicale s’inserisce”.

Non si tratta quindi di scartare una musica ‘bassa’ per una ‘alta’, dato che nel IV volume Basso apre la storia della musica occidentale al jazz e alla popular music, facendoli coesistere in un unico concetto di ‘cultura’. Si tratta dell’impossibilità di condensare sinteticamente una complessa varietà di produzione musicale in poche pagine avvalendosi di inadeguati mezzi di lavoro.

Una scelta accuratamente ponderata, quindi, che evita di incappare in letture etnocentriche e affida l’esposizione della musica ‘altra’ e la riflessione su di essa a chi detiene gli adeguati strumenti di analisi, proprio nel momento in cui (in una Europa che, pur non dovendo trascurare la propria storia fatta di preziose conquiste, non è più unità di misura del mondo) un certo pensiero musicologico europeo si scopre saggiamente inadeguato.

L’utilità di questa Storia della Musica nel suo insieme, fra i generi di pubblicazione che si consultano ma che in questo caso è preferibile leggere, deve essere riconosciuta da chiunque creda con l’autore che la musica sia “una manifestazione della cultura e quindi dell’intelligenza critica”, alla cui “costituzione presiede la più sottile e raffinata delle organizzazioni che il pensiero si dà”.

Appare dunque superfluo rimarcare il valore di questo volume della Storia della Musica diretta da Alberto Basso. Le singole ricostruzioni storiche in esso contenute meriterebbero da sole un’ampia trattazione che, però, non perda mai di vista il fine per cui sono state approntate: un unico studio omogeneo, utile, pratico, destinato a un’utenza di esperti, studenti, musicofili e anche semplici curiosi.

Il secondo volume è inerente la storia della musica dal Barocco al 1830.

Note bibliografiche

Prima Edizione UTET del 2004, a copertina rigida in tela blu scuro, con titoli e fregi dorati al dorso anche su inserti nero e blu; dotata di sovracoperta protettiva trasparente in acetato; stampata su carta opaca di buona qualità, con buone marginature al testo; rilegata a filo; arricchita da fotografie a colori a tutta pagina f.t.

Assolutamente esaurito anche presso l’Editore, quando era ancora commercializzataveniva venduta ad €166 per volume.

Stato di conservazione

Come Nuovo [a livello strutturale non si notano punti critici, scritte, segni, strappi o usure che vadano evidenziate; legatura compatta e resistente; copertine rigide pressoché intatte; sovracoperte in acetato in ottimo stato, con leggere opacità da sfregamento ai piatti; ingiallimento delle pagine molto contenuto, e nella norma per l’età e l’edizione; coste poco impolverate]

Informazioni aggiuntive

Peso 4,07 kg
Dimensioni 21 × 30 × 9 cm
Autore/i

Alberto Basso

Edizione

Luogo di pubblicazione

Torino

Anno di pubblicazione

Caratteristiche particolari

Illustrazioni

Formato

Genere

Soggetto

Colore principale

Lingua

Condition n/a
Notes A livello strutturale non si notano punti critici, scritte, segni, strappi o usure che vadano evidenziate; legatura compatta e resistente; copertine rigide pressoché intatte; sovracoperte in acetato in ottimo stato, con leggere opacità da sfregamento ai piatti; ingiallimento delle pagine molto contenuto, e nella norma per l'età e l'edizione; coste poco impolverate

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