Gilles Béguin, Khajuraho. Indian temples and sensuous sculptures, Ed. 5 Continents, 2017

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Khajuraho è uno dei siti più prestigiosi del patrimonio indiano, noto per l’armonia delle sue architetture e la sensualità delle sue sculture.

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Descrizione

Edizione 5 Continents, Milano, 2017 Illustrazioni Fotografie a colori
Editing Christophe Hioco e Luca Poggi Fotografie Iago Corazza
N. Volumi 1 N. Pagine 281
Dimensioni 26,3 x 34,6 x 2,8 cm. Peso 2,60 kg.
Descrizione

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hajuraho, situata a nord dell’India, nello Stato del Madhya Pradesh, è uno dei siti più prestigiosi del patrimonio monumentale indiano, noto per l’armonia delle sue architetture e la sensualità delle sue sculture. Tappa obbligata di ogni viaggiatore che approda in India, Khajuraho deve la sua fama internazionale allo splendore dei suoi santuari indù.

Un tempo importante centro politico e religioso, contava qualcosa come ottantacinque templi, come testimoniano le numerose rovine sepolte sotto i monticcioli di terra disseminati per la vallata; oggi sono rimasti venticinque santuari.

La più antica testimonianza di Khajuraho risale al VII secolo. Dopo il crollo del regno della dinastia dei Candella, Khajuraho cadde nel dimenticatoio per più di quattro secoli e l’orgogliosa cittadella diventò una povera borgata al centro di una steppa arida per diversi mesi l’anno. Venne scoperta per caso da soldati inglesi all’inizio del XIX secolo.

Cominciarono allora i lavori di restauro che si susseguirono fino a oggi e il sito è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità. L’iconografia così particolare dei bassorilievi gli ha conferito un’aura demoniaca e nel corso degli anni sono state attribuite le storie più stravaganti a queste originali sculture.

Grazie alle splendide fotografie di Iago Corazza, Gilles Béguin presenta i templi del sito, illustra le diverse figure e introduce il lettore alle meraviglie monumentali dell’India. Una monografia indispensabile per tutti gli appassionati di arte indiana.

 

Gilles Béguin, conservatore generale onorario del patrimonio, è stato responsabile delle collezioni del Nepal e del buddismo lamaico presso il Musée national des arts asiatiques — Guimet dal 1971 al 1994. È diventato in seguito direttore del Musée Cernuschi — musée des Arts de l’Asie de la ville de Paris. Tra il 2001 e il 2005 ha organizzato numerose mostre e diretto la ristrutturazione del Musée Cernuschi. Ha pubblicato un numero importante di articoli scientifici, libri pedagogici, cataloghi di mostre e libri d’arte. Per citarne alcuni Les Cimes de l’éveil: monastères bouddhiques du Ladakh, 1990; Polonnaruva: renaissance à Ceylan, 1991; Musée national des arts asiatiques — Guimet. Les peintures du bouddhisme tibétain (catalogue raisonné), 1995; Népal, vision d’un art sacré, 1996; L’Arte buddista. Un atlante storico, 2009.

Iago Corazza, fotografo, è autore di reportage in particolare per il «National Geographic», per le edizioni White Star e per la rivista «Oasis». Ha inoltre realizzato documentari per importanti reti televisive in Italia e nel mondo. Collabora con l’Unicef.

Note bibliografiche

Prestigiosa pubblicazione del 2017, a copertina rigida semi-lucida fotografica a colori, con titoli al piatto e al dorso; dotata di sovracoperta semi-lucida fotografica; rilegata a filo; stampata su carta patinata di buona qualità; ricchissima di fotografie a colori, anche a tutta pagina; testo in lingua inglese.

Stato di conservazione

Come Nuovo [il volume è stato consultato pochissimo, e non mostra danni strutturali, strappi, segni, mancanze o usure gravi che vadano evidenziate; legatura snodata e resistente; copertine rigide e sovracoperta pressoché intatte, con opacità da sfregamento quasi impercettibili; coste ancora luminose]

Informazioni aggiuntive

Peso 2,60 kg
Dimensioni 26,3 × 34,6 × 2,8 cm
Luogo di pubblicazione

Milano

Anno di pubblicazione

Caratteristiche particolari

Formato

Illustrazioni

Genere

Soggetto

Colore principale

Lingua

Condition n/a
Notes Il volume è stato consultato pochissimo, e non mostra danni strutturali, strappi, segni, mancanze o usure gravi che vadano evidenziate; legatura snodata e resistente; copertine rigide e sovracoperta pressoché intatte, con opacità da sfregamento quasi impercettibili; coste ancora luminose.

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