-32%

Marzia Faietti e Daniela Scaglietti Kelescian, Amico Aspertini, Ed. Artioli, 1995

Marzia Faietti e Daniela Scaglietti Kelescian, Amico Aspertini, Ed. Artioli, 1995

53,00 [50,96 + I.V.A.]

In stock

53,00 [50,96 + I.V.A.]

Questa monografia pubblica l’intera produzione artistica di Aspertini (pitture, miniature, sculture, disegni ed incisioni), con la seriazione cronologica delle opere già note c di quelle inedite…

Availability: Disponibile Categorie: ,

Descrizione

Edizione Artioli Editore per Banca Popolare dell’Emilia-Romagna, Modena, 1995 Illustrazioni Fotografie e disegni in B/N e a colori
Regesto documentario Manuela Iodice Coordinamento editoriale Daniele Benati e Lucia Peruzzi
N. Volumi 1 N. Pagine 373
Dimensioni 25,5 x 30,5 x 3 cm. Peso 2,45 kg.
Descrizione

Q

uesta monografia si propone il compito di pubblicare l’intera produzione artistica di Aspertini (pitture, miniature, sculture, disegni ed incisioni), fornendo la seriazione cronologica delle opere già note c di quelle inedite. Fina ad oggi mancava infatti uno studio complessivo che affrontasse sistematicamente anche una soltanto dei diversi aspetti in cui si articolò la feconda vena artistica di Amico. Uniche eccezioni in questo panorama critico erano i due volumi che Gunter Schweikhart e Phyllis Pray Bober dedicarono ai tre codici di disegni denominati convenzionalmente Wolfegg Codex, London I e London II.

Limiti perentori di spazio hanno di conseguenza indotto ad escludere dal ricco corpus della grafica aspertiniana qui presentato la catalogazione di quei tre taccuini, peraltro richiamati costantemente nelle schede e nei saggi introduttivi (ed ampiamente riprodotti per confronti con le opere schedate), nonché discussi criticamente in quanto cardini cronologici per la ricostruzione della prima (Wolfegg Codex) e della tarda maturità (London I e London II).

Gli studi comparsi a seguito della rivalutazione di Aspertini dovuta a Roberto Longhi {1934, 1940), pur trattando aspetti e momenti particolari dell’attività dell’artista, hanno spesso fatto il punto sull’intera fortuna critica, sia soffermandosi sulle più antiche testimonianze, sia riepilogando puntualmente le vicende critiche a partire dall’Ottocento (è esemplare, in questo senso, il saggio di Venturoli, 1969, 2). Lo stesso pensiero longhiano, punto di svolta della moderna storiografia artistica, è stato finemente indagato in un contesto più allargato (Romano, 1982), mentre la focalizzazione delle esperienze artistiche legate allo sperimentalismo anticlassico (Zeri, 1968) e al manierismo (Pinelli nel 1981 fornì un lucido quadra d’assieme delle ricerche sulla Maniera) ha consentito il corretto inserimento dell’artista nel contesto che gli è più proprio, quello, appunto, dello sperimentalismo anticlassico.

Il persistente ricorso alle più antiche testimonianze spesso mostrato dalla bibliografia su Aspertini nel tentativo di inquadrare un caso artistico di indubbia originalità, ha contribuito a divulgare il primo ritratto poetico del giovane Amico, comparso nel Viridario di Giovanni Filoreo Achillini (scritto nel 1504, edito nel 1513), Con altrettanta frequenza si è incontrato nella letteratura l’icastico profilo di Amico tracciato da Vasari (1550 e 1568) e la parziale difesa di Malvasia (1678).

Il lettore porrà ritrovare i testi di Achillini, Vasari e Malvasia, indagati e quasi dissezionati nelle loro diverse componenti interpretative, nei commenti critici dei saggi e delle schede, La pubblicazione in Appendice della redazione manoscritta della vita di Aspertini dovuta a Malvasia (assai più ricca di informazioni rispetto a quella edita a stampa nel 1678) ha inteso offrire nuova materia per la ricostruzione della più antica fortuna critica dell’artista.

Ma ad inverare o rettificare i profili più lontani e a sostanziare i più recenti percorsi critici su Aspertini mancava la trama d’assieme, il quadro generale, la seriazione completa delle opere, insomma la pubblicazione sistematica delle fonti. Le schede di catalogo, pertanto, sono state redatte anche secondo intenti filologici, riservando ciascuna un certo spazio alla discussione della precedente bibliografia e delle diverse posizioni critiche (si fa riferimento in particolare alle schede dei dipinti, poiché per quanto attiene ai disegni sciolti e alle stampe la bibliografia, ancora piuttosto scarsa, è incentrata su singoli aspetti e il dibattito critico risulta piuttosto raro).

Ai saggi è riservato il compito di delineare la vicenda artistica e culturale di Aspertini, attraverso un serrato confronto con diversi autori attivi al suoi tempi (e da lui indagati od avversati), nonché mediante la lettura stilistica comparativa e sincronica dei vari mezzi espressivi utilizzati dall’artista e la paziente ricucitura delle vicende biografiche che i documenti elencati nel Regesto consentono di ricostruire. In tal modo la monografia ci è parsa configurarsi come un’opera di sistemazione filologica, ma anche uno strumento di lavoro per la ricerca futura.

Vogliamo, da ultimo, fornire un’avvertenza per il lettore, che faciliti la lettura del testo e delle immagini riprodotte. La generosità della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna, che ha patrocinato il volume, ha consentito la pubblicazione di un cospicuo numero di figure di confronto. Esse sono tutte collocate nella zona dei saggi, ma si riferiscono anche, spesso, alle schede delle opere; con pazienza il lettore del catalogo, provvisto degli opportuni rimandi, andrà a verificare nei saggi le figure menzionate, mentre il lettore dei saggi avrà modo di reperire immediatamente la riproduzione del dipinto, della scultura, del disegno o della stampa su cui sta intrattenendosi, attraverso il rinvio numerico al corpus delle schede.

[Marzia Faietti e Daniela Scaglietti Kelescian]

 

Indice:

  • Presentazione
  • Capitolo primo
    Gli anni di formazione del giovane Aspertini e i suoi primi Viaggi
  • Capitolo secondo
    I primi disegni dall’antico
  • Capitolo terzo
    L’attività di Amico durate il primo decennio del Cinquecento
  • Capitolo quarto
    La piena maturità artistica. La scultura
  • Capitolo quinto
    L’ultima attività
  • Capitolo sesto
    Le frequentazioni dell’artista. Prolegomeni ad una futura ricerca
  • Schede dipinti, miniature e sculture
  • Schede disegni e stampe
  • Regesto
  • Scritti originali del Conte Carlo Cesare Malvasia spettanti alla sua Felsina Pittrice
  • Bibliografia
  • Indice dei nomi
Note bibliografiche

Pubblicazione di strenna bancaria realizzata da Artioli Editore per conto della Banca Popolare dell’Emilia-Romagna nel 1995; a copertina rigida in tela nera con titolazioni in oro al dorso; dotata di sovracoperta lucida fotografica a colori; rilegata a filo; arricchita da un vasto repertorio di fotografie e disegni in B/N e a colori; stampata su carta semi-lucida di buona qualità e grammatura, con layout del testo su tre colonne.

Stato di conservazione

Come Nuovo [il volume non mostra danni strutturali, strappi, segni, mancanze o usure gravi che vadano evidenziate; legatura snodata e robusta; copertine rigide quasi intatte e con pochi segni del tempo; sovracoperta ottimamente conservata, con minimi segni di vissuto ai bordi e leggerissime opacità da sfregamento ai piatti; coste abbastanza luminosa; ingiallimento delle pagine pressoché impercettibile]

Informazioni aggiuntive

Peso 2,45 kg
Dimensioni 25,5 × 30,5 × 3 cm
Edizione

Luogo di pubblicazione

Modena

Anno di pubblicazione

Caratteristiche particolari

Illustrazioni

Formato

Genere

Soggetto

Colore principale

Lingua

Condition n/a
Notes Il volume non mostra danni strutturali, strappi, segni, mancanze o usure gravi che vadano evidenziate; legatura snodata e robusta; copertine rigide quasi intatte e con pochi segni del tempo; sovracoperta ottimamente conservata, con minimi segni di vissuto ai bordi e leggerissime opacità da sfregamento ai piatti; coste abbastanza luminosa; ingiallimento delle pagine pressoché impercettibile.

Recensioni

Ancora non ci sono recensioni.


Recensisci per primo “Marzia Faietti e Daniela Scaglietti Kelescian, Amico Aspertini, Ed. Artioli, 1995”