Giorgio Stacul, La Grande Madre. Introduzione all’arte neolitica in Europa, Ed. De Luca, 1963
€24,50 [€23,56 + I.V.A.]
Panorama generale e organico dell’arte Europea nella tarda età neolitica, con particolare riguardo alle rappresentazioni figurate connesse ai culti delle più antiche civiltà di agricoltori.
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Descrizione
| Edizione | De Luca per Sigma Tau, Roma, 1963 | Illustrazioni | Fotografie in B/N |
| N. Volumi | 1 | N. Pagine | 123 |
| Dimensioni | 21,5 x 25 x 1,2 cm. | Peso | 0,60 kg. |
| Descrizione |
P er la prima volta un unico volume presenta, alla luce delle più recenti scoperte archeologiche, un panorama generale e organico dell’arte europea nella tarda età della pietra, con particolare riguardo alle rappresentazioni figurate connesse ai culti delle più antiche civiltà di agricoltori. Cercando di penetrare il mistero che ancora circonda la concezione della divinità in epoca preistorica, attraverso reperti sistematici che risalgono fino all’ultima età glaciale, i documenti di maggior rilievo sono costituiti da piccole statuette antropomorfe di sesso femminile, concepite in forme e stili differenti, ma intese invariabilmente ad esprimere uno. stesso motivo fondamentale: quello della GRANDE MADRE (Terra Madre, Dea Madre), ovvero della forza arcana e sovrannaturale alla quale gli uomini dell’età della pietra attribuivano le origini e il rinnovarsi della vita nell’universo. Per migliaia di anni, dalla valle dell’Indo alle sponde dell’Atlantico, l’uomo ha fatto principalmente appello a questa forza per garantire la sua presenza nel mondo, per lottare contro la morte, contro il destino, contro gli eventi del mondo naturale che non riusciva ancora a spiegarsi naturalmente. Nell’orizzonte magico del mondo paleolitico la rappresentazione della donna nuda che pone in evidenza gli attributi del sesso e della maternità era considerata come un protettore di «mana »: fabbricando figurette del genere l’uomo compiva un rito inteso ad assicurare prosperità e abbondanza. Ma è soprattutto nel successivo periodo neolitico che il culto della Grande Madre assunse rilevanza egemonica nella vita delle comunità, în corrispondenza all’affermarsi delle istituzioni matriarcali e alla grande importanza attribuita al rituale funerario, sostenuto da principi di rinascita, di resurrezione e di rigenerazione che trovavano diretto riscontro nella più intima esperienza della vita agricola. In questo periodo la concezione formale delle immagini rituali ha subito un profondo cambiamento: al naturalismo orgiastico ereditato dagli antichi popoli cacciatori subentra la severa sintesi geometrica dei popoli agricoltori, presso i quali la rappresentazione degli idoli di*pietra o terracotta sfiora talvolta i limiti dell’astrazione più assoluta. È appunto questo trapasso, documentato oggi nei suoi successivi sviluppi da esaurienti reperti archeologici, che costituisce l’oggetto principale del presente studio. Quali sono le ragioni che hanno determinato la prima grande rivoluzione artistica della storia umana? Come si spiegano le diverse forme di astrazione che si accompagnano all’apparizione degli idoli neolitici in Europa? Per rispondere a questi interrogativi, l’autore ha seguito lo sviluppo ciclico di tutte le grandi correnti di civilizzazione agricola e metallurgica alla fine dell’età preistorica (V-II millennio a.C.), prendendo come punto di partenza quei centri del Vicino Oriente che hanno avuto una funzione preminente nell’espansione delle civiltà medesime nel nostro continente. Il materiale illustrativo che si accompagna al testo è il risultato di una selezione di opere spesso del tutto inedite 0 note finora solo a ristretti gruppi di studiosi.
Indice:
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| Note bibliografiche |
Pubblicazione di De Luca realizzata come strenna aziendale per conto di Sigma Tau, a tiratura limitata e numerata (ns. esempl. #494/2000), di medio formato, a copertina rigida cartonata con titolo al piatto e dorso rosso muto; illustrata con fotografie in B/N nel testo e f.t., anche a tutta pagina; rilegata a filo; stampata su carta patinata di buona qualità. |
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| Stato di conservazione |
Buono [considerata l’età dell’articolo, il volume strutturalmente non presenta danni, segni, scritte, strappi o mancanze che vadano evidenziati; copertine cartonate integre, con bordi e spigoli netti, ma colpite da polvere e vistosi ingiallimenti superficiali; un po’ di ingiallimento alle coste esterne; pagine lievemente inscurite ai bordi; legatura leggermente allentata dal tempo e dall’uso ma ancora funzionale e resistente] |
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| Edizione e Anno | Illustrazioni | ||
| N. Volumi | 1 | N. Pagine | 45 n.n. |
| Dimensioni | Peso (senza imballo) | 0,40 kg | |
| Descrizione |
Per la prima volta un unico volume presenta, alla luce delle scoperte archeologiche, un panorama generale e organico dell’arte Europea nella tarda età neolitica, con particolare riguardo alle rappresentazioni figurate connesse ai culti delle più antiche civiltà di agricoltori. L’edizione, a tiratura numerata riservata ai clienti Sigma-Tau, si articola come segue: Indice:
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Informazioni aggiuntive
| Peso | 0,60 kg |
|---|---|
| Dimensioni | 21,4 × 25 × 1,2 cm |
| Autore/i | Giorgio Stacul |
| Edizione | |
| Luogo di pubblicazione | Roma |
| Anno di pubblicazione | |
| Formato | |
| Illustrazioni | |
| Genere | |
| Soggetto | |
| Lingua | |
| Caratteristiche particolari | Edizione a tiratura numerata, Strenna bancaria, editoriale o aziendale |
| Condition | Good |
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| Notes | Considerata l'età dell'articolo, il volume strutturalmente non presenta danni, segni, scritte, strappi o mancanze che vadano evidenziati; copertine cartonate integre, con bordi e spigoli netti, ma colpite da polvere e vistosi ingiallimenti superficiali; un po' di ingiallimento alle coste esterne; pagine lievemente inscurite ai bordi; legatura leggermente allentata dal tempo e dall'uso ma ancora funzionale e resistente. |



















![Eugenio Turri e Daniela Zumiani (a cura di), Adriatico Mare d'Europa [3 Voll.], Ed. Amilcare Pizzi, 1999-2001](https://antrodiulisse.eu/wp-content/uploads/2014/11/Eugenio-Turri-e-Daniela-Zumiani-a-cura-di-Adriatico-Mare-dEuropa-3-Voll.-Ed.-Amilcare-Pizzi-1999-2001-1-512x283.jpg)








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