John Jacobus (testi di), Henri Matisse, Ed. Garzanti, 1974
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A differenza di Picasso, Matisse non fu un pittore d’istinto e, se pure col fauvismo giunse a esprimersi col puro colore, non ruppe mai in modo completo con la tradizione…
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Descrizione
Edizione | Garzanti, Milano, 1974 | Collana | i Grandi Pittori |
Traduzione | Romana Rutelli e Andrea Fioroni | Illustrazioni | Fotografie in B/N e a colori |
N. Volumi | 1 | N. Pagine | 183 |
Dimensioni | 25,5 x 33,2 x 2,8 cm. | Peso | 1,87 kg. |
Descrizione |
«M olto bene la scienza, ma per noi pittori, guarda un po’, l’intuizione è meglio», disse un giorno Matisse. La frase, che sembra puramente colloquiale, in realtà sintetizza l’intera evoluzione artistica del maestro francese e, insieme, indica una scelta: la scelta della pittura d’istinto, tutta animata dall’ispirazione, che per lungo tempo fu l’unica «linea» contrapposta al razionalismo di Picasso e dei cubisti. «Con buona fede assoluta», scrisse Apollinaire, «e con la pura preoccupazione di conoscere sé stesso e di realizzarsi, questo pittore non ha mai smesso di seguire il suo istinto. A esso lascia la cura di scegliere fra le emozioni, di valutare e limitare la fantasia, e inoltre di scrutare profondamente la luce, nient’altro che la luce». Eppure, a differenza proprio di Picasso, Matisse non fu un «pittore d’istinto» e, se pure col fauvismo giunse a esprimersi col puro colore (conquistando una tavolozza solare che non avrebbe più abbandonato), non ruppe mai in modo completo, e di proposito, con la «tradizione». E, mentre Picasso moltiplicava all’infinito i suoi temi, Matisse si dedicò soprattutto a variare, ma con una versatilità prodigiosa, quasi un unico tema: una o più figure femminili (oppure una natura morta) più o meno ampiamente ambientate in una stanza (spesso il suo studio) in cui si apriva sovente una finestra. Le figure e le stanze, che arricchiva continuamente di stoffe sontuose e di oggetti, esprimevano il suo piacere sensuale per tutto ciò che lo circondava, la sua «gioia di vivere»; mentre le finestre aperte su scorci di una straordinaria suggestione appagavano il bisogno di arricchire le sue esperienze visive. Ciò che Matisse cercava era essenzialmente una pittura fresca, godibile, rasserenante; con frequenti «sterzate» stilistiche, di cui non temeva l’apparente incoerenza, mirava «sopra ogni cosa all’espressione», ma all ‘espressione di tutta l’opera, in ogni sua parte, eliminando ogni minima opacità. Fu questa sensibilità totale che lo portò, negli ultimi anni, alle mirabili sintesi decorative della Cappella di Vence e alle quasi-astrazioni dei giganteschi papiers-découpés. Cosi mentre gli influssi diretti di Picasso sull’arte nuova andavano spegnendosi, l’opera di Matisse continuava ad agire spianando la via ad alcune delle più avanzate correnti dei nostri giorni. Il saggio introduttivo e i commenti alle tavole di questo volume, dovuti all’americano John Jacobus, illustre docente d’arte e di urbanistica del Darmouth College, esplora l’intero itinerario matissiano, mettendone in luce le relazioni col passato e rilevandone con rigore gli apporti all’arte contemporanea. |
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Note bibliografiche |
Prima Edizione di grande formato del 1974, a copertina rigida in tela grigia, titolata in oro al dorso e con facsimile della firma dell’artista incisa a caratteri dorati al piatto; rilegata a filo, stampata su carta semi-lucida di buona qualità e corredata da moltissime fotografie in B/N nel testo e a colori f.t. incollate a mano. |
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Stato di conservazione |
Ottimo [il prodotto è intatto a livello strutturale, senza danni, strappi, segni o usure particolari, e con spigoli e bordi delle copertine ben tenuti; legatura rodata ma compatta; ingiallimento della carta ridotto e concentrato ai margini; coste esterne leggermente inscurite dalla polvere e dal tempo; un po’ di fioriture agli interni di copertina ed alle pagine neutre iniziali e finali; sovracoperta con usure e piccole crepe in alcuni punti di margine (non gravi); dorso con colorazione leggermente alterata dall’esposizione alla luce] |
Informazioni aggiuntive
Peso | 1,87 kg |
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Dimensioni | 2555 × 33,2 × 2,8 cm |
Edizione | |
Luogo di pubblicazione | Milano |
Anno di pubblicazione | |
Caratteristiche particolari | |
Formato | |
Illustrazioni | |
Genere | |
Soggetto | |
Colore principale | |
Lingua |
Condition | Very Good |
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Notes | Il prodotto è intatto a livello strutturale, senza danni, strappi, segni o usure particolari, e con spigoli e bordi delle copertine ben tenuti; legatura rodata ma compatta; ingiallimento della carta ridotto e concentrato ai margini; coste esterne leggermente inscurite dalla polvere e dal tempo; un po' di fioriture agli interni di copertina ed alle pagine neutre iniziali e finali; sovracoperta con usure e piccole crepe in alcuni punti di margine (non gravi); dorso con colorazione leggermente alterata dall'esposizione alla luce. |
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