Mario Borrelli, L’architetto Nencioni Dionisio di Bartolomeo [1559-1638], Ed. AGAR, 1967

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Uno studio sulla vita di Nencioni Dionisio di Bartolomeo, artista pressoché sconosciuto, non limitato alle sole fonti dell’Archivio della Comunità Oratoriana di Napoli, ma esteso anche all’Archivio di Stato di Napoli…

Descrizione

Edizione AGAR, Napoli, 1967 Illustrazioni Disegni in B/N f.t.
N. Volumi 1 N. Pagine 203
Dimensioni 22 x 24 x 1,6 cm. Peso 0,83 kg.
Descrizione

T

itolo completo: «L’architetto Nencioni Dionisio di Bartolomeo [1559-1638]. Vita ed opere da documenti inediti».

Il presente studio, frutto di una paziente e laboriosa ricerca, si riferisce alla vita e le opere del Nencioni (noto col suo vero cognome adesso per la prima volta) Dionisio di Bartolomeo, artista pressoché sconosciuto. Esso non si è limitato alle sole fonti esistenti nell’Archivio della Comunità Oratoriana di Napoli, ma si è esteso anche a quelle reperibili nell’Archivio di Stato di Napoli.

Se si riflette che su Nencioni erano noti soltanto tre documenti diretti, apparirà dall’esame di esso, il nostro contributo all’intelligenza della varia attività di questo artista fiorentino. È noto che esistono due tradizioni distinte relative alla paternità del progetto del complesso geronimiano.

La prima più antica lo attribuisce appunto al Dionisio di Bartolomeo. La seconda più recente lo attribuisce al Giovanni Antonio Dosio. L’opinione che l’attribuisce al Dionisio Lazzari è trascurabile. Quali documenti d’appoggio citino gli autori della prima tradizione non è possibile dirlo perché da essi non viene citato niente come fonte delle loro asserzioni.

I secondi poggiano la loro ipotesi su un atto stilato dal notaio Luigi Giordano di Napoli il 29 dicembre 1593 tra il P. Antonio Talpa, Rettore dell’Oratorio, e i mastri marmorari Clemente Ciottoli e Benedetto Baltimelli o Balsimelli.

In sostanza le clausole del contratto erano che costoro vendevano «a li R. di padri de detta Congregazione tutta quella quantità di pietre de Caserta che era necessaria a detta chiesa» e si obbligavano a «fare le base et zoccolo che va atorno la chiesa p.tta conforme al desegno datoli dal m.co Gioan Antonio Dossio regio architettore» e che «detta base et così anco quelle de lo pilastro de la tribuna» dovevano avere «dui terzi de palmo almeno de opera morta» e che il lavoro doveva esserer fatto «a juditio del detto m.co Gioantonio Dossio o de altri architelti nominandi dalli padri de detta Congregazione».

Dal testo è chiaro che non si può che soltanto inferire che il Dosio fece il disegno delle basi e degli zoccoli. L’espressione «altri architetti nominandi» è esplicita per fugare la tentazione di pensare che il Dosio fosse il direttore di lavori della Chiesa in quel periodo, se si riflette anche al fatto che tra i testimoni all’atto c’è un «m.co Dionisio de Bartholomeo florentino».

C’è qualcosa di più. Cinque giorni prima il Ciottoli ed il Baltimelli avevano ricevuto tramite il Banco di Olgiatti 16 ducati a saldo di quaranta ducati. Gli altri 34 ducati erano loro stati dati dal P. Fabio Volante «per mano di m.o Dionigio» ed erano «in parte del pezzo delle pietre di Caserta come per l’lnstrumento».

Donisio di Bartolomeo aveva ricevuto dal prefetto della fabbrica l’anticipo sul lavoro ed aveva curato di passarlo agli interessati...

 

Indice:

  • L’Architetto Nencioni Dionisio di Bartolomeo (Vita ed opere da documenti inediti)
  • Profilo del Dionisio Nencioni
  • Rapporti col Convento di S. Andrea delle monache
  • Rapporto di lavoro con l’Oratorio Napoletano
  • Rapporti personali coi P. P. Girolamini
  • Rapporti con la Cappella del Tesoro di S. Gennaro
  • Rapporti con la Comunità Oratoriana di Lanciano
  • Rapporto con la città di Napoli
  • Rapporto con la Chiesa di Gesù e Maria
  • Rapporto col Monastero dei Chierici Minori di S. Maria Maggiore
  • Rapporto coi Padri Ministri degli Infermi o Crociferi
  • Rapporti col Monastero di S. Martino
  • Rapporto coi Padri Teatini di S. Paolo Maggiore
  • Rapporti vari con terzi
  • Rapporti col Monastero di S. Giuseppe
  • Il suo testamento
  • I suoi parenti
Note bibliografiche

Prima Edizione del 1967, non comune, a copertina morbida opaca con titolazioni in rosso e in nero al piatto e al dorso; rilegata a filo; stampata su carta opaca con buone marginature al testo; corredata da disegni in B/N su carta lucida f.t.

Stato di conservazione

Più che Ottimo [il volume non mostra danni strutturali, strappi, segni, mancanze o usure gravi che vadano evidenziate; legatura compatta e resistente; copertine morbide integre e di bell’aspetto, con velature di polvere diffuse ai piatti e al dorso e minimi segni di vissuto ai bordi; coste un po’ impolverate]

Informazioni aggiuntive

Peso 0,52 kg
Dimensioni 17 × 24 × 1,7 cm
Luogo di pubblicazione

Napoli

Anno di pubblicazione

Caratteristiche particolari

Formato

Illustrazioni

Genere

Colore principale

Lingua

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Condition Very Good
Notes Il volume non mostra danni strutturali, strappi, segni, mancanze o usure gravi che vadano evidenziate; legatura compatta e resistente; copertine morbide integre e di bell'aspetto, con velature di polvere diffuse ai piatti e al dorso e minimi segni di vissuto ai bordi; coste un po' impolverate.

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