Alda Rossebastiano e Elena Papa, I nomi di persona in Italia. Dizionario storico ed etimologico, Ed. UTET, 2005

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I nomi di persona possiedono caratteri emozionali altamente coinvolgenti: il nome è di fatto il primo ritratto di una persona che non si sa ancora come sarà…

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Editore UTET, Torino, 2005 Collana La nostra lingua, #7
Presentazione Giuliano Gasca Queirazza Illustrazioni Schemi e grafici in B/N
N. Volumi 2 N. Pagine 1357
Dimensioni 20,5 x 30 x 11 cm. Peso 4,49 kg.
Descrizione

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radito incarico e compito lieve è la presentazione di un opera che si offre come plurima risposta soddisfacente a domande di curiosità immediata e generale, in un enunciato limpido e di comune accessibilità sorretto da un metodo di indagine rigoroso nei riguardi del variegato aspetto linguistico e delle molteplici motivazioni storiche, allo stesso tempo sensibile alle soggiacenti componenti psicologiche e ai risvolti sentimentali, senza concessioni a tramandati luoghi comuni o a improvvisazioni di sbrigliata fantasia.

Il mondo dell’onomastica personale, che nell’uso quotidiano è talmente prossimo e abituale da riscuotere, per lo più, scarsa attenzione, provocando al massimo qualche occasionale interrogativo, alla considerazione attenta rivela invece una complessità, una ricchezza, una profondità di significati e di riferimenti che aprono alla mente prospettive di orizzonti inaspettati.

Da un punto di vista inconsueto si ricostruiscono pagine di storia non soltanto religiosa, ma sociale, civile, letteraria, artistica, di costume: una sorta di compendio di storia culturale, che nel caso si estende per un intero secolo. La lettura è felice sorpresa e continua provocazione. Come per tutte le esplorazioni occorrono guide valenti, dotate delle necessarie competenze, collaudate da precedenti esperienze, animate dal gusto della ricerca che sa diventare vera passione: i lavori antecedenti delle autrici ne fanno fede e danno garanzia.

La gioia di chi ha aperto un primo tratto di uno dei tanti solchi di semina, portandolo avanti con la forza e il tempo di cui disponeva, è di vedere che altri con rinnovato vigore proseguono l’opera e conducono a maturazione copiose messi».

[Giuliano Gasca Queirazza, dalla Presentazione]

 

I nomi di persona possiedono per loro natura caratteri di attrattiva emozionale altamente coinvolgenti: il nome è di fatto il primo ritratto di una persona che non si sa ancora come sarà, racchiusa tra il passato da cui proviene attraverso la famiglia, e il futuro verso il quale si proietta in una promessa di vita. Lo si confessi o no, la scelta di chi ha il privilegio, l’onore e la responsabilità di attribuire un nome non è facile: entrano in gioco, da una parte, la cultura, le tradizioni locali, i legami parentali, le esperienze personali, vale a dire gli affetti (per il territorio, per la famiglia, per sé stessi); dall’altra, la paura del futuro, oscuro per tutti e quindi generatore di ansie, più o meno consciamente esorcizzate attraverso proposte augurali che investono la bellezza, la bontà, la ricchezza, la felicità del neonato ed anche dei genitori.

La scelta non è facile ma è necessaria, e diventa particolarmente significativa se chi impone il nome ne conosce il significato, la storia, la tradizione. Anche a questo scopo servono gli studi onomastici, sempre più in auge negli ultimi decenni: tutti, sia pure con meriti e risultati diversi, tentano almeno di restituire al nome la sua trasparenza semantica molto spesso perduta, nel tentativo, sovente vano, di porre un limite alla talora infausta libertà della fantasia, capace di generare imbarazzi lunghi quanto una vita, sia con riferimento al significato che alle forme, talvolta malamente adattate dalla tradizione popolare, che diventa linguisticamente approssimativa quando si allontana troppo dalle vie ben note, o dalla moderna attrazione per gli esotismi, non sempre sostenuta da adeguate conoscenze linguistiche.

Non intendiamo dare consigli, ma l’esperienza di attraversamento dell’anagrafe italiana, compilata da impiegati di scarsa scolarizzazione su dettatura di cittadini in qualche caso allettati dal pericoloso fascino dell’originalità, ci suggerisce di esprimere almeno un’opinione: meglio un nome banale, anche logorato dall’uso, che creazioni insensate, non sempre innocue. Se si avrà la pazienza di scorrere questo dizionario, gli esempi non mancheranno

Note bibliografiche

Prima edizione UTET del 2005, a copertina rigida in mezza tela marrone con dorso in pelle beige chiaro, titolata in oro al dorso, anche su inserti neri e rossi; dotata di sovracoperta protettiva in acetato trasparente; stampata su carta opaca di buona grammatura, con ampie marginature ai paragrafi e layout del testo su 2 colonne; rilegata a filo; ricca di grafici e schemi in B/N.

Stato di conservazione

Nuovo [i volumi provengono da un deposito editoriale e non sono mai stati utilizzati; eventuali, trascurabili, imperfezioni (come le eventuali stropicciature alle sovracoperte in acetato) sono da imputarsi allo stockaggio ed al tempo trascorso].

Informazioni aggiuntive

Peso 4,49 kg
Dimensioni 20,5 × 30 × 11 cm
Edizione

Luogo di pubblicazione

Torino

Anno di pubblicazione

Caratteristiche particolari

Formato

Illustrazioni

Genere

Soggetto

Colore principale

Lingua

Condition New
Notes I volumi provengono da un deposito editoriale e non sono mai stati utilizzati; eventuali, trascurabili, imperfezioni (come le eventuali stropicciature alle sovracoperte in acetato) sono da imputarsi allo stockaggio ed al tempo trascorso.

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