Umberto Galimberti (coordinata da), Gli strumenti del sapere contemporaneo (1. le Discipline / 2. i Concetti), Ed. UTET, 1985

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Gli ‘Strumenti‘ sono un complemento multidisciplinare al celeberrimo Grande Dizionario Enciclopedico (fondato da Pietro Fedele).

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Descrizione

Edizione UTET, Torino, 1985 Comitato Scientifico Marco Cugiani, Renato De Fusco, Umberto Galimberti, Erasmo Marré, Umberto Scarpelli
N. Volumi 2 N. Pagine 803 + 947
Dimensioni 21,5 x 30 x 12 cm. Peso 5,05 kg.
Descrizione

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li Strumenti del sapere contemporaneo si affiancano al Grande dizionario enciclopedico come suo complemento e sviluppo metodologico, interdisciplinare, bibliografico. Il sapere contemporaneo, si sa, non si aggiunge solamente a quello dei secoli precedenti, il rapporto quantitativo non è cioè solo di addizione ma di moltiplicazione. La sua vastità stessa rende utili sintesi atte a comprendere tanta ricchezza di contenuti e a evidenziarne gli interni collegamenti.

È ovvio che a un compito cosi impegnativo non si può adempiere prescindendo dal primo dei collegamenti possibili cioè da quello che ogni ramo del sapere ha con il proprio passato: la ricostruzione storica si offre infatti come strumento essenziale per integrare in una visione d’insieme l’informazione sui contenuti.

A questo scopo adempie egregiamente il Grande Dizionario Enciclopedico. È un’opera grande non solo di nome e di mole, ma soprattutto per la ricchezza dei contenuti e la precisione e l’ampiezza dell’informazione. La sua impostazione, nata da una lunga tradizione editoriale, consente di cogliere la struttura storica del sapere, il suo sviluppo, la sua evoluzione, il suo progresso.

Orbene Gli strumenti del sapere contemporaneo, affiancandosi al Grande Dizionario Enciclopedico, godono della vantaggiosa circostanza di potervi implicitamente rimandare esimendosi in larga misura dal compito di informare sulla storia e sui contenuti del sapere e adottare un taglio sincronico e metodologico che consenta la sintesi a un diverso livello.

Nel sapere del nostro tempo, infatti, tanta quantità di contenuti è in rapporto con due sue caratteristiche essenziali cioè, da una parte, con la rilevanza della riflessione metodologica che gli stessi rami del sapere compiono sulla propria natura sui propri risultati sui propri problemi, dall’altra, con la struttura interdisciplinare (o multidisciplinare o metadisciplinare) in cui tali rami sono correlati (e ciò è in parte un dato in parte un’esigenza).

A questi argomenti (e con questo taglio) sono dedicati gli Strumenti del sapere contemporaneo. Nata da queste considerazioni, l’opera è dedicata all’intero campo del sapere del nostro tempo. La scelta di fondo è di prescindere dalla tradizionale separatezza fra discipline esatte, naturali, umane e sociali; lo scopo quello di proporre un’alternativa all’atomizzazione del sapere. Ma senza con ciò sottintendere e tanto meno cercare di produrre una teoria unitaria del sapere.

A una sintesi unificante si può ambire solo a partire da salde assunzioni ontologiche: ciò è avvenuto più volte nella storia della riflessione sul sapere e quantomeno gli insuccessi sconsigliano di ritentare l’esperienza. I disegno degli Strumenti del sapere contemporaneo, al contrario, rifiuta ogni tipo di riduzionismo; il suo scopo, molto più circoscritto e modesto, è quello di mettere a colloquio i rami del sapere, ma lasciando che ciascuno parli il proprio linguaggio, senza compiere forzature preconcette e senza cercare di dimostrare alcunché, ma semplicemente disponendosi ad ascoltarne le parole e a cogliere gli eventuali frutti dell’incontro.

A ciò invita la speranza che l’intensa esigenza di specializzazione che è sempre più inseparabile dallo sviluppo della conoscenza non deva per forza comportare la rinuncia a qualsiasi progetto di crescita culturale totale o almeno equilibrata. A un progetto di questo tipo gli Strumenti del sapere contemporaneo confidano di poter dare un valido contributo.

Per STRUMENTI intendiamo in primo luogo le DISCIPLINE: a esse è dedicato il I volume dell’opera. Si tratta di tutte le principali discipline esatte, naturali, umane e sociali, scelte secondo un criterio eminentemente pratico e provvisorio, cioè badando semplicemente che esse individuino dei distinti grandi ambiti di sapere, e quindi senza pretese di darne nuove, sempre improbabili classificazioni. L’esigenza da cui siamo mossi è stata quella di cogliere in ciascuna di esse e nelle diverse interpretazioni di ciascuna i grandi orientamenti, le tendenze di fondo di un modo o di un altro di configurare le proprie teorie o in generale i propri discorsi.

Per STRUMENTI intendiamo poi quei CONCETTI operativi intorno ai quali e mediante i quali le discipline si organizzano: a essi è dedicato il II volume dell’opera. Al livello dei concetti emergono piani di convergenza o comunque di rapporto interdisciplinare che sembra particolarmente utile siano evidenziati. Come nel volume I dedicato alle discipline non si ha nessuna pretesa di tentare nuove classificazioni gerarchiche, cosi in questo II dedicato ai concetti non si ha nessuna pretesa di sottintendere o produrre artificiose unificazioni. Ciò nonostante l’idea di fondo che ispira questo Il volume è che l’atteggiamento metodologico consenta il superamento delle abissali differenze fra le discipline (o meglio fra le loro interpretazioni metafisiche) e consenta analisi di interesse generalizzato attraverso le quali si creano, entro limiti individuabili, prospettive comuni o per lo meno confrontabili.

Sia nel I volume sia nel II, sia cioè ove sono studiate le discipline nel loro interno funzionamento sia ove sono analizzati e raffrontati i concetti operativi fondamentali dei vari ambiti di sapere, chi parla sono proprio le discipline e i concetti, la parola cioè è lasciata il più possibile ai protagonisti stessi dell’avventura contemporanea del sapere mediante il ricorso sistematico a CITAZIONI TESTUALI.

Ciò consente anche un recupero di concretezza pur nel quadro di un disegno generale prettamente teorico. La struttura teorica delle discipline e l’operatività dei principali concetti di ciascuna sono, infatti, ricostruite, per così dire, dal di dentro, ricorrendo alle parole stesse di chi quelle discipline pratica. Il carattere portante delle citazioni testuali è evidenziato anche graficamente e ogni pagina consente una percezione quasi a colpo d’occhio dei pensieri fondamentali che sui vari argomenti sono stati formulati. Gli strumenti del sapere contemporaneo costituiscono cosi anche un repertorio bibliografico integrativo del patrimonio di conoscenze raccolte nel Grande Dizionario Enciclopedico.

A questo scopo, gli specialisti cui è stata affidata la redazione degli articoli (non teorici o filosofi della scienza ma, appunto, specialisti direttamente impegnati nella ricerca), voltisi alla riflessione sulla propria disciplina e sui suoi discorsi, hanno spogliato un’enorme mole di testi e la grande quantità di materiale è stata selezionata e organizzata secondo la tipica struttura alfabetica del dizionario enciclopedico che ha collaudati pregi di fruibilità. La tecnica di scrittura mediante citazioni ha comportato una quantità non indifferente, e facilmente immaginabile, di difficoltà. E certo molto più agevole parafrasare i testi (e le parafrasi) che risalire direttamente alle fonti.

Confidiamo che tanto lavoro sia compensato dal risultato che vorremmo unisse ai pregi dell’informazione di prima mano la freschezza della referenza non inquinata (troppo) dall’interpretazione.

I SOMMARI delle singole voci di entrambi i volumi e gli INDICI analitico e degli autori citati consentono di orientarsi agevolmente in questo grande patrimonio di pensiero che il nostro tempo sta costituendo e rendono altresì reperibile e fruibile la non indifferente quantità di informazione (anche contenutistica) che, pur esclusa dall’impostazione di fondo dell’opera, vi è tuttavia largamente presente a suggello, anche, di un programma non astrattamente gnoseologico, ma consapevolmente metateorico.

Note bibliografiche

Pregevolissima edizione, nel grande formato tipico di UTET, a copertina rigide in mezza tela marrone e dorso in pelle beige chiaro, con titolazioni in oro al dorso anche su inserti nero e rosso; rilegata a filo; dotata di sovracoperte protettive trasparenti in acetato.

Se non fosse esaurita, l’Editore la venderebbe ad oltre €250 (che era il prezzo a listino nel 2003) e tuttora diverse librerie “antiquarie” la propongono sul mercato a valori non lontani, anche usata.

Stato di conservazione

Come Nuovo [non si notano danni, scritte, segni, strappi o usure particolari che vadano evidenziate; legatura robusta; ingiallimento delle pagine ampiamente entro la norma; copertine senza pecche né abrasioni, con spigoli netti; sovracoperte in acetato ottimamente conservate e senza rotture; un po’ di polvere, non grave, alle coste delle pagine]

Informazioni aggiuntive

Peso 5,05 kg
Dimensioni 21,5 × 30 × 12 cm
Edizione

Luogo di pubblicazione

Torino

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Colore principale
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