Franca Varignana (a cura di), Le Collezioni d’Arte della Cassa di Risparmio in Bologna. Le incisioni – Vol. I: Giuseppe Maria Mitelli, Ed. Tip. Compositori, 1978

Franca Varignana (a cura di), Le Collezioni d’Arte della Cassa di Risparmio in Bologna. Le incisioni – Vol. I: Giuseppe Maria Mitelli, Ed. Tip. Compositori, 1978

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Lo studio di Mitelli ha permesso di ricollocarne la figura fra la cultura del Seicento, ancora carica manieristismo, e quella entrante del Settecento…

Descrizione

Edizione Tipografia Compositori, Bologna (?), 1978 Illustrazioni Disegni in B/N e a colori
N. Volumi 1 N. Pagine LXXI + 472
Dimensioni 22,5 x 28 x 5,4 cm. Peso 2,51 kg.
Descrizione

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itolo completo: «Le Collezioni d’Arte della Cassa di Risparmio in Bologna. Le incisioni – Vol. I: Giuseppe Maria Mitelli». Le raccolte d’arte e di storia che, con tempi e modi diversi si sono costituite presso la Cassa di risparmio in Bologna, sfuggono alle normali definizioni cui si assoggetta, in genere, una formazione museografica tradizionale. Esse infatti non sono espressione di un’azione individualmente mecenatistica o politica, e neppure risentono di gusti e di gesti esclusivi in campo culturale. La coloritura che più facilmente può essere loro addebitata è quella di una corretta, discreta unilateralità locale, indirizzate come sono state, e come in parte ancora oggi sono, a profittare di una storia municipale: una grande storia di una grande città, che a noi ha dato l’eredità di non sentirci mai immiseriti in un cammino soltanto campanilistico.

E comunque, quale museo in Italia potrebbe non dedicarsi prevalentemente all’arte locale? Per lunghi anni, amministratori e addetti alla raccolta ebbero per lo più presenti alcuni principi. Essi pensarono con spontanea naturalezza che fosse necessario e doveroso insieme procedere al salvataggio di materiali d’arte e di cultura anche se apparentemente «minori» prima del loro scorporo commerciale; e inoltre che l’orizzonte di questo intervento fosse anzitutto la storia della città nella quale l’Istituto aveva il compito di operare, secondo un’etica non esteriore o solo ingenuamente filantropica.

Accettarono anche l’opinione che alto fosse sempre l’interesse documentativo di questi materiali, collocati per lo più fra il ‘700 e l’800; e infine che buona parte di essi fossero indirizzabili a documentare il passaggio – purtroppo nei fatti così sovente delittuoso – fra l’età della conservazione storica e l’età della conservazione giuridica. Lungo queste linee la costante opera di incremento e di acquisizione di queste raccolte è stata sempre pragmaticamente intesa, com’è giusto per le prospettive di un istituto di credito, anche come trapasso di proprietà in un momento in cui la crisi del patrimonio artistico e culturale di possesso privato liberava per lo più allo sbaraglio antiquariale sostanze spesso insostituibili, anche se talvolta apparente- mente minute; e ciò ancora mentre le istituzioni museografiche, da un lato per attitudine a più esclusive specialità, dall’altro per assenza di musei di carattere storico e documentario, si trovavano impossibilitate a intervenire.

Altro senso non hanno quasi tutti gli acquisti relativi a opere di pittura e scultura, disegno e stampa. Ancor più evidente il progetto diviene quando si consideri il patrimonio numismatico e sfragistico, quello librario e quello fotografico, che si possono fin da ora promettere insostituibili per ogni corretta conoscenza della cultura e dell’arte bolognesi.

Parallelamente al procedere del riordinamento e della catalogazione dei materiali, in vista di una pubblica consultazione di essi, sono stati sinora editi quattro volumi, dedicati rispettivamente ai dipinti e ai disegni di proprietà dell’Istituto; ciò ha permesso a volta a volta di portare specifica attenzione su taluni inesplorati e sorprendenti capitoli della storia dell’arte.

Con questo quinto volume si apre la serie dedicata agli incisori bolognesi, ricca di nomi che vanno dai Carracci ai più recenti esiti del nostro secolo, fino al grande Morandi e agli artisti contemporanei. Si è voluto iniziare con uno dei nuclei più compatti e documentati, e cioè quello relativo a Giuseppe Maria Mitelli, del quale l’Istituto possiede la quasi totalità dell’opera nota. Lo studio sistematico della produzione dell’incisore ha permesso di ricollocarne la figura nella dimensione che sembra più giusta, fra la cultura del Seicento, ancora carica di suggestione manieristica, e quella entrante del Settecento, che l’artista bolognese riesce a unificare in felice e personale sintesi.

 

Indice:

  • L’arte di Giuseppe Maria Mitelli
  • Documenti
  • Illustrazioni
  • Repertorio storico critico
  • Catalogo Della Volpe 1736
  • Nota bibliografica
  • Indice alfabetico tematico
Note bibliografiche

Edizione a tiratura numerata in 2000 esemplari del 1978 (ns. esempl.: #714), a copertina rigida in tela azzurra con titolazioni in oro al piatto e al dorso; dotata di sovracoperta lucida fotografica in bicromia; rilegata a filo; arricchita da un vasto repertorio di disegni in B/N e a colori; stampata su carta opaca di buona grammatura con ampie marginature.

Stato di conservazione

Ottimo [il volume non mostra danni strutturali, strappi, segni, mancanze o usure gravi che vadano evidenziate; legatura snodata e robusta; copertine rigide quasi intatte e con pochi segni del tempo; sovracoperta ben conservata, con minimi segni di vissuto ai bordi, alcune crepe marginali non gravi rinforzate con nastro adesivo trasparente ultrasottile, e leggere opacità da sfregamento ai piatti; coste impolverate; ingiallimento delle pagine presente ma non deturpante, nella norma per il materiale e l’età]

Informazioni aggiuntive

Peso 2,51 kg
Dimensioni 22,5 × 28 × 5,4 cm
Luogo di pubblicazione

Bologna

Anno di pubblicazione

Caratteristiche particolari

Illustrazioni

Formato

Genere

Soggetto

Colore principale

Lingua

Condition Very Good
Notes Il volume non mostra danni strutturali, strappi, segni, mancanze o usure gravi che vadano evidenziate; legatura snodata e robusta; copertine rigide quasi intatte e con pochi segni del tempo; sovracoperta ben conservata, con minimi segni di vissuto ai bordi, alcune crepe marginali non gravi rinforzate con nastro adesivo trasparente ultrasottile, e leggere opacità da sfregamento ai piatti; coste impolverate; ingiallimento delle pagine presente ma non deturpante, nella norma per il materiale e l'età.

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