Gian Carlo Roscioni, Il Duca di Sant’Aquila. Infanzia e giovinezza di Gadda, Ed. Mondadori, 1997
€36,00 [€34,62 + I.V.A.]
Roscioni ci guida lungo i primi passi di gloria di uno sconosciuto Gadda bambino «non molto pronto, timido, chiuso», figlio di un imprenditore scriteriato e di una madre intransigente e autoritaria, fotografandolo in una Milano d’altri tempi…
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Descrizione
| Edizione | Arnoldo Mondadori, Milano, 1997 | Illustrazioni | Fotografie in B/N e a colori f.t. |
| N. Volumi | 1 | N. Pagine | 349 |
| Dimensioni | 15 x 22,3 x 3,1 cm. | Peso | 0,66 kg. |
| Descrizione |
N egli studi gaddiani, Gian Carlo Roscioni gode di un privilegio eccentrico e raro. La sua autorità è indiscussa. Se prende in mano la penna, vuol dire che sta per farci delle rivelazioni. Trent’anni fa, Roscioni ci introdusse nei labirinti sconosciuti della mente di Gadda, mostrandoci come un prosatore d’arte irregolare, capriccioso, maccheronico, fosse in realtà un filosofo mancato, dai vasti sistemi infranti. In questo nuovo libro, Roscioni ci guida lungo i primi, piccoli passi di gloria di uno sconosciuto bambino «non molto pronto, timido, chiuso», figlio di un imprenditore scriteriato e di una madre intransigente e autoritaria, fotografandolo in una Milano d’altri tempi. Dal Parini all’Istituto Tecnico Superiore (il futuro Politecnico): i giochi, i temi di scuola, gli ideali patrii, le amicizie, i rapporti famigliari, la guerra con gli alpini, la prigionia, le simpatie fasciste, i viaggi, gli impieghi da ingegnere qua e là per il mondo, e il formarsi oscuro e invisibile di una piaga — quell’implacabile originalità che Gadda sentì, in ogni occasione della sua vita, come un’arma contro se stesso. La biografia è un genere letterario? Roscioni non sembra curarsene. Il suo libro ha una partenza da favola storica, ma i fatti viaggiano volutamente al ritmo e con gli scossoni di un convoglio locale, sdegnando il gusto spettacolare e un po’ pacchiano della biografia-fiction non meno che le voraci ambizioni del critico che si mangia l’artista. Roscioni lavora come un medico all’antica. Tratta il suo autore come un infermiere farebbe con un paziente: gli tiene il polso, gli misura la temperatura. Di quando in quando, gli rivolge delle penetranti domande. E ne registra con un sorriso professionale le sterili imprecazioni e recriminazioni, di un vittimismo e di una comicità pascoliani (i due impagabili amici di Gadda, Tecchi e Betti, hanno nel racconto di Roscioni qualcosa di gogoliano), Roscioni sa bene che non esistono scrittori che non siano «malati» – diceva Gadda – «di quella strana e talora paurosa malattia che è appunto la loro grandezza». Conosce quel detto cinese, per il quale ogni scrittore è «come l’ostrica, che solo se malata genera la perla». Ma è delizioso lo sforzo che la sua analisi fa per dimenticarsene. La vita intima, incandescente, furente di Gadda viene fatta correre e proiettata con un effetto straziante di meraviglia sullo scenario di un’apparente vita normale, dai risvolti simultaneamente tragici e comici. Non è questo l’ultimo paradosso di un libro che si raccomanda agli specialisti, mentre nasconde le sue ardue novità sotto la bonomia e l’understatement di un linguaggio affabile e piano, studiato per la felicità e l’intrattenimento dei lettori comuni. [Cesare Garboli]
Nato a Roma nel 1927, Gian Carlo Roscioni è un cultore di studi seicenteschi. Due le escursioni nella letteratura del Novecento: un primo confronto con il mondo di Gadda, La disarmonia prestabilita (Einaudi 1969, 19953), e un saggio su Raymond Roussel, L’arbitrio letterario (Einaudi 1985). Oggetto della più ampia e impegnativa delle sue indagini è stato il rapporto tra letteratura e spionaggio nella cultura libertina europea (Sulle tracce dell’«Esploratore turco», Rizzoli 1992) |
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| Note bibliografiche |
Prima Edizione del 1997 di Arnoldo Mondadori, a copertina rigida cartonata bianca, con piatti muti e titoli in marrone scuro al dorso; rilegata a filo; stampata su carta opaca di buona grammatura e con buone marginature alle pagine; dotata di sovracoperta opaca fotografica in B/N; corredata da fotografie in B/N f.t. su carta patinata. |
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| Stato di conservazione |
Come Nuovo [a livello strutturale non si notano danni, scritte, segni, strappi o usure gravi che vadano evidenziate; legatura compatta e resistente; copertine rigide pressoché intatte; sovracoperta in ottimo stato, con minimi segni di vissuto ai margini e leggere opacità da sfregamento ai piatti; coste non troppo impolverate; ingiallimento delle pagine presente ma non deturpante, più palese verso i margini, ma nella norma per l’età e il materiale] |
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Informazioni aggiuntive
| Peso | 0,66 kg |
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| Dimensioni | 15 × 22,3 × 3,1 cm |
| Edizione | |
| Luogo di pubblicazione | Milano |
| Anno di pubblicazione | |
| Caratteristiche particolari | |
| Illustrazioni | |
| Formato | |
| Genere | |
| Soggetto | |
| Colore principale | |
| Lingua |
| Condition | n/a |
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| Notes | A livello strutturale non si notano danni, scritte, segni, strappi o usure gravi che vadano evidenziate; legatura compatta e resistente; copertine rigide pressoché intatte; sovracoperta in ottimo stato, con minimi segni di vissuto ai margini e leggere opacità da sfregamento ai piatti; coste non troppo impolverate; ingiallimento delle pagine presente ma non deturpante, più palese verso i margini, ma nella norma per l'età e il materiale. |


















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